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Arbitrato in Italia | Arbitration in Italy

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Risoluzione alternativa delle controversie

Notizie sull'arbitrato domestico e internazionale in Italia

Chi siamo

Arbitrato in Italia è nato, nel 2015, sotto forma di blog. L’idea che aveva ispirato l’iniziativa era questa: diffondere la cultura dell’arbitrato in Italia e in tal modo accrescere l’impiego dello strumento arbitrale nel nostro Paese. Nel corso degli anni, sono stati affrontati, in circa un centinaio di articoli, numerosi argomenti relativi all’istituto dell’arbitrato. I lettori di Arbitrato in Italia sono costantemente aumentati nel corso del tempo, giungendo a numeri più che lusinghieri, tenuto anche conto dell’argomento, settoriale e specialistico, affrontato. A partire dal 2020, Arbitrato in Italia è diventato una rivista. O meglio, due riviste: Arbitrato in Italia, la versione italiana (ISSN 2732-5695) e Arbitration in Italy, la versione inglese (ISSN 2732-5687). L’obiettivo è sempre il medesimo: parlare di arbitrato in maniera seria, precisa, scientifica e al tempo stesso comprensibile, far accrescere l’interesse degli operatori per l’arbitrato e contribuire così alla sua diffusione.

Sito Web
https://www.arbitratoinitalia.it/en/
Settore
Risoluzione alternativa delle controversie
Dimensioni dell’azienda
1 dipendente
Sede principale
Milan
Tipo
Non profit
Data di fondazione
2015

Località

Dipendenti presso Arbitrato in Italia | Arbitration in Italy

Aggiornamenti

  • Grande est l'imagination de nos amis et collègues rédacteurs de statuts de sociétés.   Nous savons que la loi italienne exige qu'une clause d'arbitrage contenue dans les statuts prévoie que les arbitres soient nommés par un tiers, étranger à la société.   Nous savons également que, selon une jurisprudence constante, si ce n'est pas le cas, la clause est inapplicable et la compétence appartient aux tribunaux de l'État.   Mais que se passe-t-il si cette autorité de nomination n'est pas déterminée dans les statuts et si elle est désignée, de temps en temps, par les parties au litige ?   Le tribunal de Raguse a récemment jugé qu'une telle clause était applicable, dans un arrêt que notre Roberto Oliva, FCIArb vient de publier sur Arbitrato in Italia (https://lnkd.in/dFkDJ9j2).   #arbitrage #arbitre #société   [Photo de F. Ungaro sur Unsplash]

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  • Great is the imagination of our friends and colleagues drafting corporate articles of association.   We know that Italian law requires that an arbitration clause for corporate arbitration must provide that the arbitrators be appointed by a third party, extraneous to the company.   We also know that, according to settled case law, if this is not the case, the clause is unenforceable, and jurisdiction lies with the State Courts.   What happens, however, if this appointing authority is not determined in the articles of association, but is designated from time to time by the parties to the dispute?   The Court of Ragusa recently held that such a clause is enforceable, in a ruling that our Roberto Oliva, FCIArb has just published on Arbitrato in Italia (https://lnkd.in/dFkDJ9j2).   #arbitration #arbitrator #corporate   [Photo by F. Ungaro on Unsplash]

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  • Grande è la fantasia degli amici e colleghi che predispongono le clausole degli statuti societari.   Sappiamo che la legge prevede che una clausola compromissoria per arbitrato societario debba prevedere che gli arbitri siano nominati da un soggetto terzo, estraneo rispetto alla società.   Sappiamo anche che, per giurisprudenza ormai costante, in caso contrario la clausola è radicalmente nulla, e la competenza spetta ai Giudici dello Stato.   Cosa succede però se questa appointing authority non viene determinata a livello statutario, ma viene designata di volta in volta dalle parti in lite?   Il Tribunale di Ragusa ha recentemente ritenuto che una simile clausola è valida, con un provvedimento che il nostro Roberto Oliva, FCIArb ha appena pubblicato nella sezione "Massimario" di Arbitrato in Italia (https://lnkd.in/dFkDJ9j2).   #arbitro #arbitrato #societario   [Photo by F. Ungaro on Unsplash]

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  • La communauté arbitrale italienne attendait cette décision. Nous avons une clause d'arbitrage, conclue avant la réforme de 2022, qui prévoit l'application d'un règlement d'arbitrage. Ce règlement prévoit à son tour le pouvoir des arbitres de prononcer des mesures provisoires, comme le permet d'ailleurs la réforme de 2022. Dans un tel cadre, les arbitres ont-ils, depuis le 1er mars 2023 (date d'entrée en vigueur de la réforme de 2022), le pouvoir de prononcer des mesures provisoires, qu'ils n'avaient pas au moment de la conclusion de la convention d'arbitrage ? Ou n'y a-t-il pas une extension de leur compétence, qui reste donc inchangée par rapport à la date de conclusion de la clause d'arbitrage, et par conséquent, seules les juridictions étatiques ont le pouvoir de prononcer des mesures provisoires ? Les spécialistes qui se sont penchés sur cette question ont soutenu, avec divers arguments, l'une ou l'autre de ces deux options possibles. Aujourd'hui, cependant, une première décision a été prise. Il s'agit d'une ordonnance du Tribunal de Milan. Le Tribunal de Milan a estimé que si le tribunal arbitral n'avait pas, au moment de la conclusion de la convention d'arbitrage, le pouvoir d'ordonner des mesures provisoires, il ne l'obtient pas à la suite de la réforme du code de procédure civile italien. En effet, dans le cas contraire, la volonté des parties aurait un sens différent de celui qu'elle avait au moment où elle a été exprimée. La décision du Tribunal de Milan mérite certainement un commentaire approfondi, que notre Roberto Oliva, FCIArb publiera sur Arbitrage en Italie. Toutefois, son texte italien est déjà disponible (https://lnkd.in/dFkDJ9j2). #arbitrage #arbitre #interim #mesures [Photo par A. Bertozzini sur Unsplash]

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  • The Italian arbitration community has been waiting for this decision. We have an arbitration clause, concluded before the 2022 reform, providing for the application of institutional arbitration rules. Such rules in turn provide for arbitrators' power to issue interim measures, as in fact allowed by the 2022 reform. In such a framework, do arbitrators have, since 1 March 2023 (the effective date of the 2022 reform), the power to issue interim measures, which they did not have at the time the arbitration agreement was concluded? Or is there not an extension of the scope of their jurisdiction, which therefore remains unchanged from the time the arbitration clause was entered into, and with the consequence that only State Courts have the power to issue interim measures? The scholars that examined this issue, with various arguments, have supported one or the other of these two possible options. Now, however, a first decision has arrived. An order of the Court of Milan. And the Court of Milan has held that, if the arbitral tribunal did not have, at the time of the conclusion of the arbitral agreement, the power to issue interim measures, it does not gain such power at a later date, as a result of the reform of the Italian code of civil procedure. This is because, otherwise, the parties' will would have a meaning other than the meaning it had when it was expressed. The decision of the Court of Milan certainly deserves an in-depth comment, which our Roberto Oliva, FCIArb will publish on Arbitration in Italy. However, its Italian text is already available (https://lnkd.in/dFkDJ9j2). #arbitration #arbitrator #interim #measures [Photo by A. Bertozzini on Unsplash]

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  • La comunità arbitrale italiana stava aspettando questo provvedimento. Abbiamo una clausola compromissoria conclusa prima della riforma del 2022 e che prevede l'applicazione di un regolamento arbitrale. Quest'ultimo a sua volta prevede il potere in capo agli arbitri di emettere provvedimenti cautelari, come per l'appunto consentito dalla riforma del 2022. In un simile quadro, gli arbitri hanno dal primo marzo 2023 (data di entrata in vigore della riforma del 2022) il potere di emettere provvedimenti cautelari, che non avevano al momento della conclusione del patto arbitrale? Oppure non c'è un'espansione dell'ambito della loro giurisdizione, che rimane quindi immutata rispetto al momento di stipulazione della clausola compromissoria, con conseguente attribuzione del potere cautelare ai soli Giudici dello Stato? La dottrina che si è posta questo interrogativo, con vari argomenti, ha sostenuto una o l'altra di queste due possibili opzioni. Ora è però arrivato un primo provvedimento giurisdizionale. Un'ordinanza del Tribunale di Milano. E il Tribunale di Milano ha ritenuto che gli arbitri che non avevano al momento della conclusione dell'accordo arbitrale poteri cautelari non li acquistano in un secondo momento, per effetto della riforma delle disposizioni processuali. Questo perché, altrimenti, si attribuirebbe alla volontà espressa dalle parti un significato che essa, al tempo della sua espressione, non aveva. La decisione del Tribunale di Milano merita senz'altro un approfondito commento, che il nostro Roberto Oliva, FCIArb effettuerà su Arbitrato in Italia. Sin d'ora, però, il suo testo è disponibile nella sezione Massimario (https://lnkd.in/dFkDJ9j2). #arbitro #arbitrato #cautelare [Photo by A. Bertozzini on Unsplash]

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  • Your company operates in the manufacturing industry and on the basis of its general terms and conditions it purchases raw materials and semi-finished goods from a number of suppliers.   Italian law provides for a particularity in these cases regarding the approval of the arbitration clause. Indeed, your suppliers must sign the contract not once, but twice. The second signature is precisely to approve the arbitration clause.   The Italian Supreme Court will shortly deal with this topic, indicating whether this rule also applies to international trade contracts (which some lower Courts exclude).   In the meantime, the Italian Courts continue their work of slowly eroding this limitation. For example, they hold that an arbitration clause without the second signature is not enforceable, but that the relevant unenforceability can be claimed only by the party that should have signed twice (i.e., the party that accepted the general terms and conditions of the other).   In this sense, a recent decision of the Court of Appeal of Naples (No. 5258 of 13 December 2023), which our Roberto Oliva, FCIArb has just published on Arbitrato in Italia (link in the first comment).   [Image: Marquet, The Bay of Naples - from WikiMedia Commons]   #arbitration #arbitrator #italy #gtc

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  • La tua società opera nel settore manufacturing e acquista materie prime e semilavorati da una serie di fornitori sulla base delle sue condizioni generali.   Il diritto italiano prevede in questi casi una particolarità, con riferimento all'approvazione della clausola compromissoria. I tuoi fornitori dovranno infatti firmare il contratto non una volta, ma due. La seconda firma è proprio per approvare la clausola compromissoria.   A breve la Cassazione si occuperà dell'argomento, indicando se questa regola si applica anche ai contratti del commercio internazionale (cosa che alcuni Giudici di merito escludono).   Nel frattempo, i Giudici italiani proseguono nella loro opera di lenta erosione di questa limitazione. E ad esempio affermano che la clausola compromissoria priva della seconda firma è sì inefficace, ma che questa inefficacia non può essere fatta valere da entrambe le parti, ma solo da quella che avrebbe dovuto firmare due volte (ossia, la parte che si trova a subire le condizioni generali dell'altra).   In questo senso, una recente sentenza della Corte d'appello di Napoli (n. 5258 del 13 dicembre 2023), che il nostro Roberto Oliva, FCIArb ha appena pubblicato nella sezione "Massimario" di Arbitrato in Italia (link nel primo commento).   [Immagine: Marquet, La baia di Napoli - da WikiMedia Commons]   #arbitro #arbitrato #condizionigenerali

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