L’aumento dei prezzi e la debole tutela ambientale: sono queste le due priorità su cui dovrebbero lavorare le istituzioni europee secondo i giovani. A dirlo è l'Eurobarometro Youth Survey condotto da Ipsos tra il 25 settembre e il 3 ottobre 2024 in tutti i 27 Stati membri dell’UE. Un totale di 25.863 giovani di età compresa tra 16 e 30 anni sono stati intervistati tramite Computer-Assisted Web Interviewing (CAWI). A preoccupare maggiormente, con una quota di consenso del 40%, è l’aumento dei prezzi e il costo della vita. Un terzo delle persone intervistate, inoltre, ritiene che l’UE dovrebbe concentrare la propria attenzione sull’ambiente e sul #cambiamentoclimatico nei prossimi cinque anni, mentre il 31% ritiene che la situazione economica e la creazione di posti di lavoro dovrebbero essere una priorità. Quasi tre su dieci (29%) vogliono che l’UE dia priorità alla protezione sociale, al benessere e all’accesso all’assistenza sanitaria. Più di un intervista su cinque ha evidenziato l’istruzione e la formazione (27%), l’alloggio (23%) e la difesa e la sicurezza dell’UE (21%) come priorità importanti per l’UE. La difesa europea è particolarmente preoccupante per i giovani in Repubblica ceca (36%), la Polonia (33%) e l’Estonia (32%). L'approfondimento di EconomiaCircolare.com https://lnkd.in/enKyhtWX
Confini | Sustainability Lab SB
Pubbliche Relazioni e servizi di comunicazione
Alba, CN 2.315 follower
Consulenza, formazione, comunicazione beyond the line.
Chi siamo
Siamo un team di professionisti della formazione e comunicazione. Mettiamo la sostenibilità al centro del nostro lavoro con persone, enti pubblici e aziende. Sviluppiamo i nostri progetti attraverso il #metodoconfini: co-progettazione, partecipazione attiva, creative problem solving e intelligenza emotiva descrivono il nostro modo di lavorare. Il Sustainability Lab è lo spazio di confronto continuo che condividiamo con i nostri clienti e partner, per creare idee e individuare energie nuove per il cambiamento.
- Sito Web
-
http://www.confinilab.it
Link esterno per Confini | Sustainability Lab SB
- Settore
- Pubbliche Relazioni e servizi di comunicazione
- Dimensioni dell’azienda
- 1 dipendente
- Sede principale
- Alba, CN
- Tipo
- Società di persone
- Data di fondazione
- 2020
- Settori di competenza
- Formazione, Comunicazione, Sostenibilità, Turismo, Cultura, Progettazione, Consulenza, Stakeholder engagement, Customer satisfaction, Partecipazione attiva, Assessment e Counselling
Località
-
Principale
c/o Hub 48 corso Barolo 48
Alba, CN 12051, IT
-
Via Giuntelli 11/c
Asti, Piemonte 14100, IT
Dipendenti presso Confini | Sustainability Lab SB
Aggiornamenti
-
Il mondo non sta facendo abbastanza per contrastare le crisi ambientali che minacciano il nostro pianeta. È questo il monito lanciato dal Rapporto annuale 2024 del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente #UNEP, che evidenzia la necessità di un drastico aumento dell’ambizione e dell’azione. Il documento offre un quadro chiaro: le #emissioni di gas serra continuano a crescere, i finanziamenti per l’adattamento #climatico sono insufficienti e l’inquinamento, incluso quello da plastica e metano, sta raggiungendo livelli allarmanti. Uno dei punti centrali del Rapporto UNEP è il divario tra le promesse fatte dai governi e le azioni effettivamente intraprese. Il Rapporto 2024 dell’UNEP sulle emissioni ha lanciato un avvertimento chiaro: le attuali politiche non sono sufficienti a mantenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, obiettivo stabilito dall’Accordo di Parigi. Senza un’azione immediata, il mondo rischia di superare questa soglia già entro il 2030. Anche il Rapporto sull’adattamento climatico 2024 sottolinea che i finanziamenti per aiutare i Paesi in via di sviluppo a far fronte agli impatti della crisi climatica sono drammaticamente insufficienti. Sebbene nel 2022 ci sia stato un aumento di 6 miliardi di dollari rispetto al 2021, il divario tra le necessità di adattamento e i fondi effettivamente disponibili resta enorme. L’UNEP chiede un aumento immediato degli investimenti nella #transizione energetica. Nel 2024, le risorse mobilitate dall’UNEP e destinate a progetti su mobilità elettrica, efficienza energetica, energie rinnovabili ed edifici a basse emissioni, aiuteranno a migliorare le condizioni di vita di oltre 17 milioni di persone e permetteranno di ridurre le emissioni di gas serra di quasi 300 milioni di tonnellate, l’equivalente di 65 milioni di automobili in meno sulle strade. L’inquinamento globale rappresenta un’altra emergenza, con particolare attenzione alla #plastica e alle emissioni di metano. Il sistema di allerta Methane Alert and Response System (MARS), sviluppato dall’UNEP, ha permesso di individuare più di 1.000 fughe di metano in due anni, consentendo interventi rapidi per ridurre le emissioni. Alcuni successi importanti includono la chiusura di perdite in Algeria e Nigeria, che ha evitato il rilascio di gas serra equivalenti a quelli prodotti da 1 milione di automobili in un anno. Sul fronte della lotta all’inquinamento da plastica, il quinto ciclo di negoziati per un trattato internazionale vincolante si è concluso senza un accordo definitivo. Tuttavia, la necessità di una regolamentazione più severa resta una priorità per il 2025, con l’obiettivo di concludere i negoziati prima della prossima Assemblea ONU per l’Ambiente (UNEA-7), prevista a dicembre. Infine, il Rapporto denuncia gli impatti ambientali devastanti dei conflitti, come dimostrato dal caso della Striscia di Gaza, dove gli scontri hanno generato livelli senza precedenti di inquinamento.
-
Con la modifica del nostro statuto e la trasformazione a società di capitale, dal 2025 siamo orgogliosi di far parte della grande famiglia delle Società benefit italiane. Un orgoglio che cresce leggendo i dati dell'ultima Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2025, presentata la scorsa settimana durante l’evento Un’ondata di innovazione, tenuto presso il Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi a Roma. Le Società Benefit crescono arrivando a quota 4.953, in aumento del 26,9% rispetto al 2023. Impiegano 217.000 persone e generano un valore di produzione pari a 62 miliardi di euro. Sono guidate da giovani e donne (il 48% ha almeno una presenza femminile nel board rispetto al 38% delle non benefit, percentuale che sale al 62% nelle grandi imprese, e i giovani under 40 sono più presenti nei CdA delle Società Benefit, con una quota del 27,9%, che sale al 30,4% nel Mezzogiorno). E la leadership giovane e inclusiva si traduce in maggiore dinamismo e innovazione. In generale, la crescita del fatturato del modello Benefit risulta superiore, con un incremento cumulato in termini mediani del 26% e un divario netto rispetto al campione di confronto delle non-benefit, in cui la crescita si attesta invece al 15,4%. In particolare, poi, tra il 2021 e il 2023, le Società Benefit guidate da giovani hanno registrato una crescita mediana del fatturato del 30,6%, contro il 23,5% delle imprese con board tutto over 65. Nel corso dell’evento sono stati presentati anche i risultati della prima analisi delle finalità di beneficio comune indicate negli statuti societari delle Società Benefit, che ha fatto emergere lo spiccato orientamento dell’impegno verso l’area sociale, seguita dall’area ambientale e di governance. La Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2025 conferma dunque il ruolo significativo delle #SocietàBenefit come un’evoluzione promettente nel panorama imprenditoriale e esempio virtuoso di creazione di valore condiviso, la cui diffusione potrebbe generare un effetto positivo su interi settori e potenzialmente sull’intero sistema paese. Per approfondire https://lnkd.in/dG8hDUgy
-
I #cambiamenticlimatici causati dalle attività umane hanno un impatto significativo sulla frequenza e sull’intensità degli eventi meteorologici estremi con conseguenze negative sulla salute umana. Fenomeni come le ondate di calore prolungate, periodi di siccità estesi, incendi boschivi di vasta portata e alluvioni devastanti sono collegati ad un aumento del rischio di decessi, lesioni gravi e necessità di ricoveri ospedalieri, sia nell’immediato che nelle settimane successive al verificarsi di tali eventi. A queste evidenze scientifiche, un nuovo studio pubblicato sulla rivista Environment International e condotto dal team di ricerca dell’Università degli Studi di Torino e dell’Unità di Epidemiologia AOU Citta della Salute e della scienza di #Torino, ora aggiunge che gli eventi estremi legati al cambiamento climatico hanno un impatto sulla salute #respiratoria già nelle prime fasi di crescita dei bambini. Nello specifico, lo studio ha rivelato un’associazione preoccupante tra esposizione a eventi estremi nel primo anno di vita e aumento del rischio di respiro sibilante. La ricerca ha analizzato i dati di 5.704 bambini nati tra il 2005 e il 2016 e partecipanti del progetto NINFEA, uno studio che ha coinvolto donne in gravidanza e i loro figli su tutto il territorio nazionale. I ricercatori hanno incrociato i dati relativi alla salute respiratoria dei bambini con le informazioni climatiche relative al luogo di nascita, valutando l’esposizione a ondate di calore, siccità, precipitazioni estreme e livelli di particolato fine (PM2.5) derivante da incendi boschivi nel primo anno di vita. L'approfondimento di Eco dalle Città https://lnkd.in/ek-rkJTa
-
L’Italia si conferma tra i paesi più vulnerabili agli eventi climatici estremi, secondo il nuovo Climate Risk Index 2025, pubblicato da Germanwatch e.V.. Il rapporto analizza l’impatto umano ed economico del #cambiamentoclimatico, prendendo in esame gli ultimi 30 anni e basandosi sui dati fino al 2022. Per quell’anno, l’Italia occupa il terzo posto, mentre nell’intero trentennio si colloca al quinto. Dal 1993 al 2022, il rapporto evidenzia quasi 800mila vittime globali, di cui ben 38mila in Italia. Solo nel 2022, circa 18mila persone hanno perso la vita a causa delle ondate di calore, mentre la siccità nella valle del Po, la più grave degli ultimi 70 anni, ha aggravato la situazione. Le perdite economiche per l’Italia ammontano a 60 miliardi di dollari, su un totale globale di 4,2 trilioni, considerando l’inflazione. Il report, tuttavia, non include ancora le alluvioni in Emilia-Romagna del 2023, che potrebbero aggravare ulteriormente il quadro. Nonostante la crescente esposizione ai rischi climatici, l’Unione Europea rimane al quarto posto tra i principali emettitori di #gas serra, dopo Cina, Stati Uniti e India. In particolare, l’Italia si posiziona terza in Europa per emissioni annuali, come evidenziato in un rapporto del Parlamento Europeo del 2024 sui dati del 2023. Il Climate Risk Index sottolinea come le misure adottate dai paesi più colpiti risultino ancora insufficienti per contrastare il cambiamento climatico.
-
Ad ECOMONDO - ITALIAN EXHIBITION GROUP 2024 è stato presentato il secondo Rapporto di Operate Foundation, che include le Linee Guida per la stima dell’impatto ambientale nella gestione dei rifiuti in base alle emissioni di #CO2 equivalente. Il volume è frutto di un intenso lavoro di coinvolgimento e dialogo con alcuni ETC su tutto il territorio nazionale, per la condivisione delle prime Linee guida di stima dell’impatto ambientale nella gestione dei rifiuti urbani: la pubblicazione individua i confini di questa analisi, le procedure di stima dell’impatto e gli obiettivi attesi in base alle diverse caratteristiche territoriali, sulla base dei quali proporre azioni per la riduzione degli impatti in termini di produzione di CO2. Unitamente alla parte tecnica, sono presenti anche le Linee guida sulla comunicazione, che approfondiscono le basi tecniche della comunicazione in termini di rapporto tra CO2, #cambiamentoclimatico e riduzione dei #rifiuti. Il capitolo è scritto dai nostri soci Fondatori Albina Ambrogio e Andrea Pavan, che individuano nell'ultima parte "I pilastri della comunicazione relativa alla stima dell’impatto ambientale" utili a ETC e Gestori per progettare campagne di comunicazione coerenti ed efficaci. È possibile acquistare il Rapporto sul sito della Fondazione https://lnkd.in/dZBbuvXa
-
Si è tenuta giovedì scorso l'ottava edizione dell'Ecoforum di Legambiente Umbria, a Castiglione del Lago. Nel corso dell'evento è stata presentata anche l’ultima edizione del dossier umbro di Legambiente, che mira a porre in evidenza le criticità e le esperienze virtuose verso un’economia circolare dei #rifiuti. Sono 16 i Comuni Ricicloni umbri, sette in più rispetto allo scorso anno. Il merito di questo miglioramento è dovuto al dato della qualità della raccolta dell’umido, che ricordano da Legambiente, essere un parametro premiante, così come un’alta percentuale di #raccoltadifferenziata: per essere premiati come Comuni Ricicloni, infatti, i criteri selezionati da Legambiente Umbria sono i seguenti: rispettare l’obiettivo minimo di Raccolta Differenziata RD del 72%; produrre un rifiuto organico con una qualità media superiore o uguale al 95%, ovvero con presenza di Materiale Non Compostabile MNC uguale o inferiore al 5%. Il quadro regionale è molto vario: ci sono Comuni che viaggiano stabilmente su percentuali di differenziata vicine al 90% come Calvi dell’Umbria e Otricoli, e altri comunque attorno all’80%; dall’altro lato ci sono Comuni importanti come Nocera Umbra, Valtopina e Montefalco che rimangono su percentuali tra il 20% e 40%. Durante l’EcoForum sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni locali, tecnici, amministratori pubblici, dirigenti, imprese, associazioni e cittadini. In questa edizione c’è stata anche la possibilità di un confronto diretto con il nuovo assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca: nella sessione centrale, assieme all’assessore regionale, sono intervenuti Stefano Ciafani, presidente Legambiente nazionale; Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria e Andrea Sisti, presidente di Auri. Il resoconto della giornata qui https://lnkd.in/dsX29jjD
-
-
Il degrado degli ecosistemi vitali della Terra è inseparabile dai rischi aziendali. L'inazione climatica potrebbe ridurre il PIL globale del 18% entro il 2050, a causa dell'aumento delle emissioni e della perdita di #biodiversità. Il nuovo CDP Corporate Health Check annuale, in collaborazione con Oliver Wyman, quantifica l'efficacia con cui le grandi aziende stanno integrando decisioni positive per la Terra nei loro modelli aziendali. Gli indicatori per il Corporate Health Check sono stati sviluppati come parte del Report "Stato della natura e del clima" del World Economic Forum, che affianca i dati più recenti sulla salute del pianeta ai dati sull'azione aziendale, in collaborazione con CDP e il Potsdam Institute of Climate Impact Research (PIK).
-
La UN Sustainable Development Solutions Network (SDSN) ha pubblicato l’edizione aggiornata del “Rapporto sullo Sviluppo Sostenibile in Europa” 2025, i cui contenuti disegnano un quadro allarmante per l’Unione Europea con implicazioni importanti per la nuova leadership. Mentre a livello globale l’Europa mantiene la leadership dell’indice #SDG (con la Finlandia al primo posto per il quinto anno consecutivo, seguita da Danimarca, Svezia, Austria e Norvegia e, in generale, con 19 paesi UE tra i primi 20 classificati), il ritmo dei progressi registrati nel periodo 2020-2023 (+0,8) è stato molto inferiore rispetto ai risultati del periodo 2016-2019 (+1,9) e in Europa occidentale e in Europa settentrionale le prestazioni per gli obiettivi socioeconomici degli SDG sono in leggera diminuzione dal 2020. Tra i 41 paesi UE oggetto di studio, l’Italia si posiziona al diciannovesimo posto della classifica, in conseguenza di politiche insufficienti riguardo il #clima e per effetto del mancato raggiungimento di alcun SDG.
-
Consob ha pubblicato il quaderno "Greenwashing e tutela del consumatore per un'economia sostenibile". Il lavoro, spiega la nota di presentazione del documento, offre, innanzitutto, una lettura unitaria dei numerosi provvedimenti normativi adottati dal legislatore europeo e nazionale per orientare il risparmio privato verso investimenti sostenibili. Definisce, poi, il fenomeno del #greenwashing e ne ricostruisce il suo concreto operare nel rapporto di investimento. Nel Quaderno, infine, sono delineati i possibili rimedi offerti al risparmiatore le cui scelte d’investimento siano state falsate dal greenwashing. In tale contesto si evidenzia la delicatezza del tema del risarcimento del danno e della invalidità o risoluzione dei contratti: si tratta di un campo nel quale il quadro normativo europeo e nazionale esistente è complesso e suscettibile di miglioramento.