In questo numero del Focus Euroatlantico IAI - Istituto Affari Internazionali per Camera dei deputati Senato della Repubblica e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, insieme a Gaia Ravazzolo facciamo il punto sulla #NATO verso il prossimo vertice di Washington e l'agenda dell' #Italia nell'Alleanza atlantica, con analisi e raccomandazioni. Rispetto alle tradizionali aspettative italiane sul "fianco sud" dell'alleanza, dal 2022 #Roma deve fare i conti con un’agenda NATO invariabilmente sbilanciata a est. I temi prioritari sono e resteranno almeno per il prossimo decennio #Russia e #Ucraina, e in misura minore (ma crescente) #Cina e #IndoPacifico. Si tratta comunque di temi cruciali per la sicurezza e gli interessi nazionali su cui l'Italia deve strutturare e proporre meglio la propria visione. Anche perché non partecipare adeguatamente alla riflessione strategica su questi temi indebolisce qualsiasi argomento italiano, anche sul #fiancosud. Ad esempio, il coordinamento NATO-UE sugli aiuti militari all’Ucraina è tanto fondamentale quanto carente, e l’Italia, essendo attiva in entrambi i contesti, potrebbe giocare un ruolo importante nel fare sì che le rispettive iniziative e piani siano sinergici nel produrre un maggiore e migliore risultato in termini di capacità, rafforzando al tempo stesso l' #industria europea della #difesa. Più in generale, occorre rilanciare la #partnership strategica NATO-UE e la costruzione di un solido pilastro europeo dentro l’Alleanza atlantica, due punti di forza della posizione italiana rispetto ai cerchi transatlantico ed europeo della propria politica estera. È infatti impensabile che gli europei riescano a garantire il contributo necessario alla loro difesa senza un’azione comune, sia in ambito #UE che tramite un pilastro europeo della NATO che comprenda anche il #RegnoUnito. Al tempo stesso, l’Italia dovrebbe lavorare attivamente per la piena, tempestiva ed efficace realizzazione delle raccomandazioni contenute nel rapporto del gruppo di esperti sul vicinato meridionale della NATO. Ad esempio, tutti i prossimi vertici e riunioni ministeriali esteri o difesa NATO dovrebbero prevedere delle sessioni apposite con rappresentanti del #DialogoMediterraneo e della #Istanbul Cooperation Initiative per avere un dialogo “con” la regione del #Mediterraneoallargato prima che “su” tale area. L'Italia dovrebbe spingere perché il proposto #InviatoSpeciale per il vicinato meridionale sia inserito nell’International Staff NATO e abbia a disposizione personale e bilancio, per evitare che resti scollegato e poco rilevante rispetto al processo decisionale politico-militare alleato. L'analisi e le raccomandazioni complete qui: https://lnkd.in/dkEuUaCn Riccardo Alcaro Luca Barana Elio Calcagno Karolina Muti Nicolò Murgia Maria Vittoria Massarin Gabriele Natalizia Comitato Atlantico Italiano Alessia Melcangi Roberto Menotti Arturo Varvelli
Post di Alessandro Marrone
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Nel settore della politica internazionale, la ricerca dell'autonomia strategica europea é tanto logica quanto auspicabile. Tuttavia, l'Europa naviga in un equilibrio precario tra il raggiungimento del successo e il rischio di un fallimento precoce. È innegabile che il partenariato transatlantico abbia una forte influenza sulla politica estera dell'Europa. Nonostante ciò, questo non dovrebbe ostacolare gli sforzi dell'Europa per rafforzare il coordinamento in ambito di iniziative internazionali. La capacità dell'Europa di mantenere i suoi valori liberali non implica necessariamente l'adozione di una posizione militare distinta. Un'Europa più solida, indipendente da pressioni esterne indebite e influente per diritto proprio, potrebbe favorire un equilibrio nell'interazione globale. La spinta verso l'autonomia strategica potrebbe rappresentare la chiave per il recupero da parte dell'Europa del suo antico prestigio e della sua credibilità. Ecco il mio articolo su AnalisiDifesa.it #europa #sicurezza #Italia #Europa #NATO https://lnkd.in/dPkihmy7
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📌L’Asia rappresenta per il nostro Paese un futuro di possibilità, opportunità ma anche potenziali problemi. Per l’Italia è fondamentale avere una strategia compiuta per l’Indo-Pacifico, che permetta di cogliere le opportunità di sviluppo e promozione del Made in Italy in quella regione, anche per consolidare il proprio ruolo nella prevenzione dei conflitti e nella gestione congiunta con gli alleati delle crisi. 🎤Questi sono alcuni punti del discorso del nostro Presidente Andrea Margelletti, che è stato audito questa mattina al Comitato permanente sulla politica estera sull’Indo-Pacifico, istituito dalla Commissione Esteri e comunitari della Camera dei deputati 📌Il Presidente ha parlato della diplomazia militare del Ministro della Difesa Guido Crosetto, del ruolo cruciale della Naval Diplomacy della Marina Militare Italiana e del ruolo della IMEC nella connettività indo-mediterranea. 📣Nel suo discorso ha sottolineato l’importanza della continuità della presenza italiana nella regione. ➡️ Clicca qui per rivedere e ascoltare l’audizione: https://lnkd.in/dAskU5eA #cesiitalia #Asia #CommissioneEsteri #CameraDeiDeputati #MadeinItaly
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In Europa, dopo decenni di apparente pace ininterrotta, è tornata la Guerra, e insieme ad essa, l’UE è tornata ad interrogarsi sulle proprie capacità di difendersi da minacce esterne in maniera autonoma. Il contributo di Roberto Panunzi presenta l’Unione Europa che è chiamata a dover agire in uno scacchiere internazionale sempre più complesso, dove l’utilizzo della forza non si può più escludere. Nel determinare il proprio futuro, l’Europa deve superare determinati ostacoli interni e necessita di una ridefinizione dei rapporti di forza con i suoi maggiori alleati, la Nato e gli Stati Uniti, in ottica di un’autonomia strategica o di un maggior peso decisionale nel contesto dell’alleanza transatlantica per essere maggiormente padrona del proprio destino. #UnioneEuropea #DifesaComune #NATO #Russia #Ucraina #USA Il contributo si inserisce nel contesto del progetto "L'Unione Europea: un attore centrale nelle nuove sfide globali" Link diretto: https://lnkd.in/dzXZzk6t #OGIE
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La NATO e la politica di difesa italiana nel mondo multipolare. L'invasione russa dell’#Ucraina in corso da più di due anni segna un sistema internazionale tendenzialmente multipolare, nel quale gli USA mantengono una posizione preminente ma diversi altri attori dimostrano ampia autonomia, assertività e in alcuni casi aggressività. Stati Uniti, Russia, Cina e, a livello regionale, diverse medie potenze del Nord Africa e Medio Oriente, stanno ridefinendo la propria postura strategica anche alla luce del conflitto russo-ucraino. In particolare, le prossime elezioni statunitensi rappresentano un bivio cruciale per il posizionamento internazionale di Washington, e di riflesso per le sorti della guerra russo-ucraina. L’#Europa vede un rafforzamento graduale in ambito UE della cooperazione ed integrazione nella difesa, ma restano differenze e divisioni nell’Unione sul livello adeguato di autonomia strategica, sul suo significato e implicazioni. In questo contesto, la NATO costituisce l’ancora più solida per la #sicurezza euro-atlantica, completando l’allargamento alla Scandinavia nel suo 75° anniversario. Tutto ciò presenta molteplici interrogativi e sfide per la politica estera e di difesa di una media potenza come l'#Italia, tradizionalmente legata ai tre "cerchi" europeo, transatlantico e mediterraneo. Negli ultimi anni Roma ha sviluppato una visione #geopolitica propria del “Mediterraneo allargato”, e la #difesa italiana si è parzialmente adattata rispetto alle priorità nazionali e agli sviluppi NATO e UE, mentre restano punti interrogativi sulle lezioni apprese dall’esperienza pluridecennale nelle missioni militari all’estero. Un piacere aver partecipato al workshop promosso a Roma dall'IAI - Istituto Affari Internazionali nell'ambito della collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo. 👉 Maggiori informazioni: https://lnkd.in/dZpkS7CR #internationalaffairs #ricerca #storia #sicurezza #difesa #italia #europa Alessandro Marrone Karolina Muti Elio Calcagno Nicoletta Pirozzi Luca Barana Alessia Chiriatti
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“𝐒𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐞𝐫𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐍𝐀𝐓𝐎.” — 𝐃𝐨𝐧𝐚𝐥𝐝 𝐓𝐫𝐮𝐦𝐩 L’annuncio di un possibile disimpegno americano dalla #NATO lancia un messaggio chiaro all’Europa: è il momento di scegliere il proprio futuro. Dopo decenni di dipendenza dalla leadership statunitense, la prospettiva di una maggiore autonomia strategica europea si fa sempre più urgente. La guerra in #Ucraina ha dimostrato l’importanza della difesa collettiva, ma la costruzione di una vera sovranità europea resta incompiuta. Non si tratta solo di risorse — che l’Europa già possiede — ma di visione e volontà politica. Senza un cambio di rotta, il rischio è di restare vulnerabili di fronte a un contesto globale sempre più incerto. 📌 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐥'𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐚: https://lnkd.in/dtn_MTJ8 #𝐍𝐀𝐓𝐎 #𝐒𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 #𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 #𝐃𝐢𝐟𝐞𝐬𝐚 #𝐆𝐞𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 #𝐒𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚 #𝐋𝐞𝐚𝐝𝐞𝐫𝐬𝐡𝐢𝐩 #𝐒𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 #𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚𝐄𝐬𝐭𝐞𝐫𝐚 #𝐓𝐫𝐮𝐦𝐩 #𝐒𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚𝐂𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 #𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 #𝐀𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚𝐒𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐜𝐚 #𝐌𝐚𝐫𝐢𝐨𝐃𝐫𝐚𝐠𝐡𝐢 #𝐔𝐒𝐀 #𝐆𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 #𝐏𝐈𝐋 #𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 #𝐃𝐢𝐩𝐥𝐨𝐦𝐚𝐳𝐢𝐚 #𝐕𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞𝐒𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐜𝐚
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Nell'ultimo numero della rivista "#Geopolitica" dedicato dall'Europa e al suo futuro troverete un saggio dal titolo "La Politique de Sécurité et de Défense Commune en Afrique subsaharienne: limites et leçons" scritto a quattro mani con il collega e amico Emanuele Oddi. 3500 militari e 1300 civili sono dispiegati in tutto il mondo nell'ambito di missioni e operazioni #PSDC. Dal 2003, anno in cui sono state avviate le prime missioni, l'#UE ha attivato 40 operazioni all'estero in diversi paesi dell'Europa, dell'#Africa e dell'Asia. Ad oggi sono in corso 24 missioni e operazioni PSDC, di cui 13 civili, 10 militari e 1 iniziativa civile/militare. L'UE Regional Advisory and Coordination Cell for the #Sahel completa il quadro dell'attuale presenza dell'UE in ambito PSDC nel mondo. In oltre 20 anni di operatività #PESD/PSDC circa la metà delle operazioni civili e militari è stata dispiegata nel continente africano. Quest'ultimo, per ragioni storiche e geografiche, ha tradizionalmente ricoperto e ricopre ancora oggi, in maniera crescente, un ruolo centrale nei dossier di politica estera e securitaria europei. Tale centralità è emersa tanto più chiaramente negli ultimi decenni in ragione degli sviluppi della situazione geopolitica regionale ma anche globale. Le crescenti criticità politiche e i conflitti che segnano la vita del continente hanno ulteriormente rafforzato il nesso esistente tra la #sicurezza dell'Africa e quella dell'UE, rendendo però allo stesso tempo più complicate le relazioni tra i due attori. Gli sviluppi più recenti di alcune delle missioni e operazioni in ambito PSDC nel continente africano appaiono sintomatici di un più ampio processo di crescita delle divergenze politiche e della sfiducia reciproca tra i due continenti, non solo a livello di leadership ma anche tra le rispettive popolazioni. L'assertività e la crescente importanza globale dell'Africa, insieme al declino della centralità dell'Europea nell'economia e nella politica globali, nonché l'emergere di un mondo multipolare, hanno evidentemente influenzato anche lo stato delle relazioni UE-Africa. I due attori sembrano oggi assumere un diverso posizionamento ideologico: la percezione che l'Africa ha oggi di sé come attore globale è incompatibile con il paradigma paternalistico su cui l'UE ha finora basato il proprio approccio, sia in materia di PSDC sia con riferimento agli aspetti della cooperazione. Partendo da questo presupposto, e forte dell'avere accesso oggi a un parterre molto più variegato di potenziali partner, l'Africa sta mettendo sempre più in discussione l'agenda dei valori e l'azione dell'UE nel continente. Da questo punto di vista i recenti sviluppi di alcune delle missioni PSDC in Africa, soprattutto nel Sahel, hanno dimostrato i limiti e la debolezza dell'azione esterna dell'UE, non solo in termini di operatività ma anche di progettualità e soprattutto di approccio.
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Il Fatto Quotidiano il 23.4.2024 apre così. "Armiamoci e partiamo" è il titolo. "Gran consiglio Ue: la bozza del piano di emergenza per un attacco" si legge nell'occhiello. "Preparazione coordinata dei civili alla guerra" è il catenaccio. L'U.E. ed il blocco occidentale non hanno strumenti per combattere una guerra, nel frattempo mercenari francesi, inglesi e canadesi combattono in Ucraina una guerra persa in partenza.. a quale scopo? Utilizzare fondi x armamenti, che saranno disponibili in epoca successiva alle elezioni Europee e Americane.. Si chiama ECONOMIA di GUERRA Una volta senza istruzioni e senza social si raccontavono storielle.. aujourd'hui ce n'est pas possible! "Ipocrisia moderna" #PEACE #DESK AFRICA-MEDIORIENTE #DESKAFRICA #DESKMEDIORIENTE #ANSA #Usa #ArabiaSaudita #Libia #algeria #Congo #MEDIORIENTE #Senegal #parigi #natotroops #ucraina #francia #russia #italia #AFCFTA #Investment #diaspora #oneafrica #infrastrcture #MadelnAfrica #AfricanUnity #internazionalizzazione #MinisteroAffariEsteri #ministerodelladifesa #africa #cooperazione #Internazionalizzazione #vaticano
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Ecco tre possibili scenari di pace tra Ucraina e Russia: ### Scenario 1: Accordo Diplomatico Completo In questo scenario, entrambe le nazioni accettano di negoziare un accordo di pace completo mediato da un'organizzazione internazionale come le Nazioni Unite. I punti chiave includono: - **Cessate il fuoco immediato**: Interruzione di tutte le ostilità. - **Ritiro delle truppe**: Ritiro delle forze militari dai territori contesi. - **Autonomia regionale**: Concessione di una maggiore autonomia alle regioni contese, con garanzie di protezione dei diritti delle minoranze. - **Ricostruzione e aiuti umanitari**: Creazione di un fondo internazionale per la ricostruzione delle aree colpite e il supporto umanitario. ### Scenario 2: Neutralità e Smilitarizzazione Questo scenario prevede che l'Ucraina adotti una posizione di neutralità, rinunciando a qualsiasi alleanza militare con blocchi esterni come la NATO. I punti chiave includono: - **Neutralità garantita**: L'Ucraina si impegna a non aderire a nessuna alleanza militare. - **Zona smilitarizzata**: Creazione di una zona smilitarizzata lungo i confini contesi. - **Monitoraggio internazionale**: Presenza di osservatori internazionali per garantire il rispetto degli accordi. - **Cooperazione economica**: Promozione di progetti di cooperazione economica tra Ucraina e Russia per rafforzare i legami bilaterali. ### Scenario 3: Referendum e Autodeterminazione In questo scenario, le regioni contese organizzano referendum sotto supervisione internazionale per determinare il loro futuro status. I punti chiave includono: - **Referendum supervisionato**: Organizzazione di referendum nelle regioni contese con supervisione internazionale per garantire la trasparenza. - **Rispetto dei risultati**: Entrambe le parti si impegnano a rispettare i risultati del referendum. - **Protezione delle minoranze**: Garanzie per la protezione dei diritti delle minoranze indipendentemente dall'esito del referendum. - **Accordi di sicurezza**: Creazione di accordi di sicurezza per prevenire future ostilità. Quale di questi scenari ti sembra più realistico o desiderabile?
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Al via alla #Farnesina gli Stati Generali della Diplomazia con gli interventi del Presidente #Mattarella e del Ministro Antonio Tajani ROMA – Aperti alla Farnesina, con la XVII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo, gli Stati Generali della Diplomazia: occasione di confronto sull’azione internazionale del nostro Paese, con la la partecipazione di oltre 150 titolari delle Sedi diplomatiche italiane all’estero, di numerosi Ministri di Governo e personalità straniere, tra cui il Capo del Dipartimento federale degli affari esteri della Svizzera, Ignazio Cassis, e il Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Rafael Mariano Grossi. L’evento, realizzato con la media partnership di RaiNews e ANSA, è l’occasione per riflettere sul ruolo e sugli strumenti a disposizione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a sostegno dell’azione di promozione del nostro interesse nazionale e del valore del dialogo, in uno scenario internazionale caratterizzato da crescente instabilità e sfide sempre più complesse. Quello che sta per concludersi è stato un anno particolarmente impegnativo per la diplomazia italiana: l’esercizio della Presidenza G7 ha avuto luogo in una delle congiunture più complesse dalla fine della seconda guerra mondiale, caratterizzata dal protrarsi della guerra di aggressione russa all’Ucraina e dal deterioramento del quadro securitario in Medio Oriente. Gli Stati Generali della Diplomazia intendono così proporsi come spazio aperto di dialogo in cui discutere, alla presenza delle massime cariche istituzionali, del Governo, ma anche di personalità internazionali e di rappresentanti del mondo dell’economia e della cultura italiana, dei temi internazionali di maggiore attualità e delle principali sfide del contesto globale, dai teatri di crisi al rilancio dei processi multilaterali, dalle nuove minacce alla sicurezza alle opportunità nei settori della promozione economica e culturale. Nella sua azione quotidiana, la politica estera italiana continuerà a seguire due principi cardine: un convinto atlantismo ed un lucido europeismo, che sappia mettere al centro la crescita e la competitività del continente, da perseguire con politiche di rilancio industriale, di progresso tecnologico e di sicurezza energetica, e rimettere al centro dell’agenda temi come quello della Difesa comune europea. La sessione inaugurale aperta con gli interventi del Signor Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, che presiederà anche tutte le successive sessioni. https://lnkd.in/d4HupGm6 Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
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Nel campo della politica estera, la ricerca dell'autonomia strategica da parte dell'Europa è sia legittima che essenziale. Tuttavia, il Vecchio Continente cammina su una linea sottile tra il successo e il fallimento prematuro. Non si può negare il predominio del partenariato transatlantico sulla politica estera europea. Eppure, ciò non dovrebbe diminuire la ricerca del Vecchio Continente per una migliore coordinamento nelle iniziative globali. La capacità dell'Europa di rimanere liberale non deve necessariamente comportare una prospettiva militare distinta. Un'Europa più forte, libera da influenze ingiustificate, eppure influente di suo diritto, può portare a un'interazione globale equilibrata. La ricerca dell'autonomia strategica potrebbe essere il pilastro stesso su cui il Vecchio Continente riconquisti il suo prestigio e la sua credibilità perduti. Ho scritto un articolo per AnalisiDifesa.it proprio su questo tema. Grazie a Gianandrea Gaiani per averlo pubblicato! #NATO #Difesa #Ucraina #EU #Sicurezza #Italia #Europa https://lnkd.in/dFQMvrqe
Note sulle ambizioni globali della NATO e sull’irrilevanza europea
https://www.analisidifesa.it
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Alessandro, si parlava di questo 😉