PROGRAMMAZIONE DELL’IRRIGAZIONE ATTRAVERSO MISURE DIRETTE DELLO STATO IDRICO DELLA ZONA RADICALE O DELLA EVAPOTRASPIRAZIONE(ET) COME SI MISURA L’UMIDITÀ DEL TERRENO? L’umidità del terreno può essere espressa con il valore del potenziale idrico matriciale (ψ) oppure con il contenuto volumetrico di acqua (θ). Il potenziale idrico matriciale rappresenta il lavoro da compiere per estrarre una quantità unitaria d’acqua ritenuta dal sistema e in particolare dalla forza di capillarità ed è strettamente correlato con la capacità della pianta di assorbire l’acqua. Si misura in hPa o kPa (Pascal) e generalmente, per un substrato, è compreso fra –1 e –10 kPa. Il contenuto idrico volumetrico (VWC, θ) rappresenta la quantità di acqua presente nel suolo per unità di volume. In realtà questa informazione non è sufficiente per conoscere se l’acqua presente è disponibile o meno in quanto, a parità di contenuto idrico volumetrico, il potenziale matriciale dell’acqua presente può differire anche notevolmente fra un substrato e l’altro (GRAFICO A). Quindi il valore del sensore, in questo caso, deve essere correlato alla curva di ritenzione idrica specie-specifica per il substrato. Per una buona gestione irrigua, il punto cruciale è il calcolo della frequenza irrigua, ovvero la misura della ET della coltura, che varia con l’aumentare dell’area fogliare della pianta (LAI) e soprattutto il variare delle condizioni climatiche. In sintesi, può essere misurata direttamente attraverso le variazioni dello stato idrico nella zona radicale (misura del potenziale matriciale oppure del contenuto idrico volumetrico), attraverso sensori inseriti nella zona radicale oppure attraverso la misura della perdita di peso del sistema pianta-substrato. Una volta stabilita una soglia d’intervento possiamo automatizzare il sistema d’irrigazione. Quindi, specialmente nelle colture fuori suolo, caratterizzate da interventi irrigui della durata di pochi minuti, si consiglia che il sensore sia utilizzato solamente per determinare il momento in cui deve essere attivata l’irrigazione, mentre la durata dell’intervento viene prefissata in funzione delle considerazioni fatte per il calcolo del volume d’irrigazione lordo. Generalmente, nelle colture fuori suolo, le soglie d’intervento per un intervento irriguo vengono stabilite in un range di potenziale matriciale compreso tra -3 e -10 kPa. #Unipi #agricoltura #agtech #diprecisotutto #precisionfarming #smartfarming #sustainability #agriculture #irrigationinnovation
Post di Giovanni Bini
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Per ogni tipo ed impiego di acqua, sono necessarie le dovute conoscenze e a volte uno specifico trattamento.
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Il potenziale idrico fogliare, (misurato tramite la camera di Scholander) è uno strumento essenziale per organizzare l'irrigazione nei vigneti. Permette di monitorare direttamente lo stato idrico della pianta e di capire quando necessita di acqua. Valori di potenziale idrico intorno a -0,2 ÷ -0,3 MPa indicano che la pianta è in condizioni di idratazione normali, mentre valori più negativi segnalano inizio di stress idrico, e a seconda dell’obiettivo enologico c’è una specifica soglia di riferimento per irrigare. Questo strumento consente, non tramite calcoli teorici di stima dell'umidità del suolo, di stabilire con precisione lo stato idrico della vite per gestire l'irrigazione di precisione, ottimizzando così anche l'uso delle risorse idriche. #potenzialeidricofogliare #cameradischolander #irrigazione #statodirico 4Grapes PERLEUVE Mauro Schippa Alain Deloire
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👉Cos'è la subirrigazione? Si tratta di una tecnica di irrigazione che consiste nell'apportare acqua alle radici delle piante tramite un sistema di ali gocciolanti interrate. 👉Quali sono i vantaggi della subirrigazione? Risparmio idrico. La subirrigazione può consentire un risparmio idrico fino al 50% rispetto ai sistemi tradizionali di irrigazione a gravità o per aspersione. Aumento della produttività. Le piante irrigate con la subirrigazione tendono ad avere una crescita più uniforme e vigorosa, con un conseguente aumento della resa produttiva. Migliore qualità del prodotto. L'irrigazione localizzata e controllata permette di ottenere un prodotto di qualità superiore, con caratteristiche organolettiche migliori e una maggiore shelf life. Riduzione delle malattie fungine. L'assenza di bagnatura fogliare riduce l'incidenza di malattie fungine, che possono causare seri danni alle colture. Minore degrado del suolo. La subirrigazione evita l'erosione del suolo e la formazione di croste superficiali, favorendo una migliore struttura del terreno. 👉Quali sono le colture adatte alla subirrigazione? La subirrigazione può essere utilizzata per irrigare una vasta gamma di colture estensive, tra cui: cereali: 🌾grano, 🌽mais, riso, orzo oleoaginose: soia, 🌻girasole, colza erba medica barbabietola da zucchero 👉Esistono dei limiti all'utilizzo della subirrigazione? Certamente, la subirrigazione non è una tecnica universale e presenta alcuni limiti. L'investimento iniziale per l'installazione del sistema può essere elevato e la tecnica richiede una buona conoscenza del terreno e delle esigenze idriche delle colture. Inoltre, la subirrigazione non è adatta a terreni con scarsa permeabilità o a zone con falde acquifere superficiali. Ultimo, ma forse punto più importante, la subirrigazione dev’essere intesa come parte integrante nella tecnica colturale. Questo si traduce in primis nel passaggio da lavorazioni tradizionali (esempio: aratura, ripuntatura, erpicatura) a minime lavorazioni (esempio discatura) o no lavorazioni (esempio semina su sodo). 👉Conclusioni La subirrigazione rappresenta una soluzione innovativa e sostenibile per l'irrigazione delle colture estensive. Rivulis Irrigation crede fermamente in questo e si impegna nell’offrire prodotti dall’elevato contenuto tecnologico e affidabilità. Uno tra tutti ✔️D5000 PCAS, ala gocciolante autocompensante e antisifone dotata di tecnologia autopulente, progettata per resistere a lungo anche in condizioni gravose come può essere la subirrigaizone. 👉Il segreto per una subirrigazione di successo secondo #Rivulis? - Valutare attentamente i costi e i benefici in ogni realtà aziendale, considerando le caratteristiche specifiche del terreno, del clima e delle colture da irrigare. - Progettare con attenzione ogni parte dell’impianto. - Installare i diversi componenti valorizzando le variabili agronomiche. - Utilizzare prodotti e soluzioni con elevati standard qualitativi.
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Lo sapevi che la condensa può essere ri-utilizzata per irrigare le piante? 👨🔬 Ci sono alcune cose da tenere a mente quando si utilizza la condensa per irrigare le piante. Ecco i consigli del nostro SauerMan: 📌 Non utilizzare la condensa proveniente da dispositivi che potrebbero rilasciare sostanze nocive. 📌 Assicurati che la condensa sia a temperatura ambiente. L'acqua fredda può stressare le piante. 📌 Inizia con piccole quantità: se non hai mai utilizzato la condensa per irrigare le tue piante, inizia con piccole quantità e osserva come reagiscono. 📌 La condensa è leggermente acida, quindi è importante monitorare il pH del terreno. Segui l'hashtag 👉 #askSauerMan per chiarire i tuoi dubbi o chiedere consigli 🌐 sauermanngroup.com 📍Via G. Golini, 61/10, Castel San Pietro Terme 📞 051 695 1033 #sauermannitalia #sauermann #condensa #irrigazione #piante #irrigazionepiante #condensaepiante #condensaperirrigazionepiante #comeirrigarelepiante
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Una migliore conoscenza di quando avviare e interrompere l'irrigazione aiuterà a preservare l’#acqua. Avviare l'impianto di irrigazione quando le piante ne hanno bisogno evita la lisciviazione dei fertilizzanti e permette di risparmiare energia senza sacrificare la qualità e la resa 🌱 La chiave è determinare quando la pianta ha bisogno di acqua, poiché troppa acqua può essere più dannosa di poca 💧 Offriamo una vasta gamma di soluzioni hardware e software per un monitoraggio e un controllo efficienti ed economici dell'umidità del suolo e dell'irrigazione. I dispositivi hardware monitorano il terreno, le piante, l'atmosfera e il sistema di irrigazione. I valori misurati possono essere combinati con previsioni meteorologiche specifiche del sito e sono accessibili in tempo quasi reale sulla piattaforma FieldClimate 📈 #metosbypessl #metos #metositalia #agtech #aginnovation #gestioneirrigazione #efficienza
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Come si realizza un impianto di subirrigazione per il mais? 🌽 In questo video, è possibile vedere il processo di scavo e posa del collettore di testata, una fase cruciale per l’installazione di un impianto di subirrigazione nel seminativo. La subirrigazione offre numerosi vantaggi: 💧 Ottimizza l'utilizzo dell'acqua, riducendo l'evaporazione 🌱 Permette una fertirrigazione efficiente e migliora la salute delle radici 👍 Garantisce un impianto che dura nel tempo grazie alle ali gocciolanti interrate. Il tutto per favorire una maggior produttività per l’agricoltore. Questo sistema innovativo infatti permette una distribuzione uniforme dell'acqua, riducendo al minimo gli sprechi e aumentando la resa delle colture. Durante il nostro incontro ad Agri-center di ieri, abbiamo approfondito proprio i benefici della tecnica di subirrigazione e come possiamo personalizzare i nostri impianti per le esigenze specifiche dei nostri clienti. 🔎 Partendo dall'analisi del terreno fino alla posa finale, garantiamo un'irrigazione sempre efficiente e sostenibile. 💁♂️ Non perdere l'occasione di conoscere meglio questa tecnologia e capire perché gli imprenditori agricoli scelgono l’irrigazione di precisione per migliorare la qualità e quantità del proprio raccolto: https://lnkd.in/gWSYYqGk #Irrigazione #Subirrigazione #Agricolturasostenibile #Scova #Impianti
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Irrigazione efficiente con il secchio Chapin: Rivoluzionare l'agricoltura su piccola scala 💙 Il secchio Chapin consiste in un grande e robusto secchio di plastica con diverse caratteristiche accuratamente progettate che ne massimizzano l'efficienza nella distribuzione dell'acqua alle colture. I suoi componenti principali includono un coperchio sigillato con una maniglia, una serie di fori posizionati strategicamente e un attacco per il tubo. Il principio alla base del secchio Chapin è semplice ed efficace: utilizza la gravità per fornire un flusso d'acqua costante e controllato alle piante. Ecco come funziona il secchio Chapin: 💧Fonte d'acqua: L'agricoltore riempie il secchio con acqua proveniente da una fonte vicina, come un pozzo o un fiume. 💧Coperchio sigillato: Il coperchio sigillato impedisce l'evaporazione e la contaminazione dell'acqua, assicurando che rimanga pulita e pronta per l'irrigazione. 💧Attacco per il tubo flessibile: L'attacco per il tubo alla base del secchio consente all'agricoltore di collegare un tubo di lunghezza variabile, a seconda della distanza tra la fonte d'acqua e le colture. 💧Distribuzione controllata: Quando il secchio viene sollevato su un cavalletto o appeso a un ramo di un albero, la gravità spinge l'acqua a scorrere costantemente attraverso i fori strategicamente posizionati sul fondo del secchio. L'agricoltore può controllare la portata regolando la dimensione e il numero dei fori o alzando o abbassando la benna. I vantaggi della benna Chapin sono numerosi: 💧Convenienza: Uno dei vantaggi più significativi è il suo basso costo. La benna Chapin può essere assemblata con materiali facilmente reperibili, il che la rende accessibile. 💧Semplicità: Il design è semplice e facile da usare e richiede una formazione minima. Gli agricoltori possono costruire e mantenere facilmente i loro sistemi Chapin Bucket. 💧Efficienza: La distribuzione controllata dell'acqua riduce al minimo gli sprechi e garantisce che ogni pianta riceva una quantità d'acqua adeguata. Questa efficienza può portare a un aumento della resa dei raccolti. 💧Accessibilità: Il Chapin Bucket può essere utilizzato in diversi scenari agricoli, dai piccoli appezzamenti familiari agli orti comunitari e alle grandi imprese agricole. 💧Sostenibilità: Conservando l'acqua e riducendo la necessità di lavoro manuale, il secchio Chapin contribuisce a pratiche agricole più sostenibili. 💧Responsabilizzazione: I piccoli agricoltori possono assumere il controllo delle loro esigenze di irrigazione e ridurre la loro dipendenza dalle condizioni meteorologiche imprevedibili.
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LA GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE I volumi d’acqua distribuiti alle colture ortofloricole sono non di rado superiori alle effettive necessità delle piante e questo surplus comporta uno spreco d’acqua ed un inquinamento dei corpi idrici, da parte dei fertilizzanti e dei fitofarmaci veicolati dalle acque di drenaggio. In generale l’efficienza d’uso dell’acqua è spesso poco soddisfacente a causa dell’impiego di impianti irrigui obsoleti e/o mal dimensionati e mal gestiti. Il punto cruciale è l’assoluta necessità di diminuire il consumo di acqua cercando al tempo stesso una sua migliore distribuzione. Gestire o pilotare l’irrigazione significa determinare il volume irriguo (dose o volume irriguo lordo, VIL, espresso in genere il L/m2 o mm) e la frequenza FI (espressa in numero di irrigazioni al giorno) degli interventi irrigui. Il VIL è calcolato moltiplicando il volume irriguo netto (VIN) per un coefficiente di sicurezza (KS): VIL = Ks x VIN. Il coefficiente Ks identifica quel volume extra di acqua da somministrare ad ogni intervento irriguo rispetto a VIn per bilanciare le inefficienze dell’irrigazione. Il suo valore ad esempio risulta maggiore nel caso di colture poco uniformi e/o più sensibili allo stress idrico e sistemi irrigui poco efficienti (quindi è maggiore quando si irriga a pioggia invece che a goccia) e/o caratterizzati da una ridotta uniformità di erogazione. II VIN corrisponde ad una frazione (F, variabile in genere tra il 0,1 e 0,5, cioè tra il 10% e il 50% se espressa in termini percentuali) del volume dell'acqua disponibile (AD) del substrato. La condizione ideale per una coltura è un valore costante del contenuto idrico del substrato uguale o vicino alla capacità idrica del contenitore); il regime irriguo ottimale è quello che associa l'efficacia (cioè, soddisfa perfettamente le esigenze idriche della coltura) con l'efficienza (minima perdita di acqua). In termini pratici, quindi, la risposta alla domanda “QUANTO IRRIGARE” dipende sostanzialmente, oltre che da VIN, anche dalla caratteristiche idrologiche del mezzo di crescita, dall’efficienza del sistema irriguo e dalla qualità dell’acqua e/o dal controllo che si vuole avere sulla salinità generalizzata nella zona radicale. La risposta a “QUANDO IRRIGARE” invece dipende dalla velocità con cui la zona radicale esaurisce la sua capacità idrica pari a VIn per effetto dell’ET. Molto comunque dipende dalla variabilità climatica e dalla velocità di sviluppo della coltura. È evidente che per una buona gestione irrigua, una volta calcolato il volume irriguo ottimale, il punto cruciale è il calcolo della frequenza irrigua, ovvero la misura della ET della coltura, che varia con l’aumentare dell’area fogliare della pianta (LAI) e soprattutto il variare delle condizioni climatiche. #Unipi #agricoltura #agtech #diprecisotutto #precisionfarming #smartfarming #sustainability #agriculture #irrigationinnovation
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Rendere i dati facili da leggere e trasformarli in indicazioni chiare è alla base dei nostri strumenti. Aiutiamo ogni giorno gli agricoltori a ottimizzare l'irrigazione e migliorare i risultati, supportandoli nelle scelte migliori con strumenti semplici ed immediati. #irrigazione #agritech #agricolutra #soilsense
Capire l'Acqua Disponibile per le Piante (PAW) per ottimizzare la gestione dell'irrigazione
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Il Deflusso Minimo Vitale (DMV) è la portata residua che, in un corso d’acqua, conduce a valle delle captazioni idriche per la salvaguardia delle caratteristiche dei corpsi d’acqua. LEGGI: https://lnkd.in/eYMXb2jn #deflussoecologico #DMV #acqua #agricoltura #EtVilloresi #irrigazione
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