Post di Giovanni Bini

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Addetto alle pulizie presso Gruppo COLSER-Auroradomus

PROGRAMMAZIONE DELL’IRRIGAZIONE ATTRAVERSO MISURE DIRETTE DELLO STATO IDRICO DELLA ZONA RADICALE O DELLA EVAPOTRASPIRAZIONE(ET) COME SI MISURA L’UMIDITÀ DEL TERRENO? L’umidità del terreno può essere espressa con il valore del potenziale idrico matriciale (ψ) oppure con il contenuto volumetrico di acqua (θ). Il potenziale idrico matriciale rappresenta il lavoro da compiere per estrarre una quantità unitaria d’acqua ritenuta dal sistema e in particolare dalla forza di capillarità ed è strettamente correlato con la capacità della pianta di assorbire l’acqua. Si misura in hPa o kPa (Pascal) e generalmente, per un substrato, è compreso fra –1 e –10 kPa. Il contenuto idrico volumetrico (VWC, θ) rappresenta la quantità di acqua presente nel suolo per unità di volume. In realtà questa informazione non è sufficiente per conoscere se l’acqua presente è disponibile o meno in quanto, a parità di contenuto idrico volumetrico, il potenziale matriciale dell’acqua presente può differire anche notevolmente fra un substrato e l’altro (GRAFICO A). Quindi il valore del sensore, in questo caso, deve essere correlato alla curva di ritenzione idrica specie-specifica per il substrato. Per una buona gestione irrigua, il punto cruciale è il calcolo della frequenza irrigua, ovvero la misura della ET della coltura, che varia con l’aumentare dell’area fogliare della pianta (LAI) e soprattutto il variare delle condizioni climatiche. In sintesi, può essere misurata direttamente attraverso le variazioni dello stato idrico nella zona radicale (misura del potenziale matriciale oppure del contenuto idrico volumetrico), attraverso sensori inseriti nella zona radicale oppure attraverso la misura della perdita di peso del sistema pianta-substrato. Una volta stabilita una soglia d’intervento possiamo automatizzare il sistema d’irrigazione. Quindi, specialmente nelle colture fuori suolo, caratterizzate da interventi irrigui della durata di pochi minuti, si consiglia che il sensore sia utilizzato solamente per determinare il momento in cui deve essere attivata l’irrigazione, mentre la durata dell’intervento viene prefissata in funzione delle considerazioni fatte per il calcolo del volume d’irrigazione lordo. Generalmente, nelle colture fuori suolo, le soglie d’intervento per un intervento irriguo vengono stabilite in un range di potenziale matriciale compreso tra -3 e -10 kPa. #Unipi #agricoltura #agtech #diprecisotutto #precisionfarming #smartfarming #sustainability #agriculture #irrigationinnovation

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