💪 Oggi vi presentiamo Lisa Offside, una delle creator italiane più influenti nel mondo del calcio! ⚽ Abbiamo avuto il privilegio di intervistarla al @social_football_summit. Dalla sua passione per il calcio alla realizzazione del suo sogno, Lisa ha fatto il grande passo di lasciare il suo lavoro in banca per dedicarsi completamente alla creazione di contenuti su TikTok, Instagram e YouTube. Con oltre 226.000 follower su Instagram e 167.000 su TikTok, il suo approccio distintivo alla narrazione calcistica ha catturato l'attenzione del pubblico, portandola a collaborare anche con Sky Sport. 🌟 Durante l'intervista, Lisa ha condiviso le sfide che affronta come donna in un settore ancora dominato dagli uomini, dimostrando che talento e determinazione possono superare qualsiasi ostacolo. 🙌 Scopri di più sulla sua storia e sul suo approccio al calcio cliccando il link nella bio! #LisaOffside #calcio #socialmedia #womeninsport #ispirazione #creator #creatoritaliane #sfs24 #justbaked #tiktok #instagram #youtube #skysport
Post di Just Baked Magazine
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DA ESCLUSO A INARRESTABILE SOGNATORE Se mi guardo indietro ci sono stati tantissimi momenti in cui la vita mi ha ricordato che nessuno mi avrebbe regalato niente. In uno di questi, avevo circa 12 anni, l'allenatore della squadra di calcio per la quale giocavo mi disse che a causa delle fusione con quella dei ragazzi più grandi per me non c'era più posto e che se volevo c'erano altre squadre rivali che mi avrebbero accolto. Non ero un ragazzo magro e i chili di troppo rendevano le mie prestazioni sicuramente scadenti. Fino a quel momento era permesso giocare solo per divertirsi ma ora la musica era cambiata. Se ripenso a quel momento oggi mi viene quasi da sorridere ma in realtà all'epoca fu uno schiaffo perché accettai che qualcuno mi dicesse che lo sport non era cosa per me e infatti smisi di giocare. Oggi le cose sono molte cambiate, vado a correre nei boschi, vado in palestra e qualche volta provo l'illusione di "domare" le onde dell'oceano con la tavola da surf. Col tempo ho capito che non siamo tutti uguali ma questo non può impedirci di sognare e di lottare per le cose che ci piacciono. Sono stati tantissimi i momenti che me lo hanno ricordato, ma ho sempre trovato la forza di ripartire e credere che in questo mondo c'era un posto anche per me. #sogni #felicità #nevergiveup
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🎥🏀 Passione per il basket e creatività in azione! Durante l’ultima partita di basket di Varese, ho voluto raccontare l’energia del momento con un reel che cattura emozioni, gioco di squadra e intensità sul parquet. 🎬 Questo è il risultato: una combinazione di immagini dinamiche, dettagli unici e atmosfera coinvolgente. 💡 Creare contenuti visivi come questo mi permette di unire la mia passione per lo sport con le competenze nel storytelling digitale. Sempre alla ricerca di nuovi modi per raccontare storie che ispirano e connettono! 📌 Dai un’occhiata al reel e fammi sapere cosa ne pensi nei commenti! #Basketball #Storytelling #ContentCreation #Passione #Sport
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È online "A tutto sport", la quarta puntata del podcast dell'Eco del Duchessa! In questo episodio puoi ascoltare l'intervista alla talentuosa pallanuotista Giulia Lombella. Giulia condivide la sua esperienza nel mondo dello sport e come questo possa offrire incredibili opportunità di socializzazione. Perché lo sport non è solo competizione, ma anche un'importante palestra di vita dove le persone possono sviluppare amicizie durature e migliorare le loro capacità di lavoro di squadra. Specialmente per i giovani, lo sport è una scuola di valori come la disciplina, la perseveranza, il rispetto e il fair play, essenziali per crescere come individui e come membri responsabili della società. https://lnkd.in/e3KUY_jW
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Mi sono detta che, in fondo, la comunicazione nello sport deve sempre essere affrontata come farei in una squadra di serie A. E così ho fatto. Da circa 30 giorni ho iniziato a gestire la comunicazione di una società sportiva locale con la prima squadra femminile in serie B, con a seguire la serie C e le giovanili. Questi sono i risultati raggiunti su Instagram in questo primo mese di awareness: 13.106 account raggiunti 2.043 visite al profilo, grazie a una comunicazione sui social media che non si limita alle informazioni di partita e ai risultati. Ma che racconta. E usa le diverse tipologie di contenuti che i social mettono a disposizione per coinvolgere e far interagire. #comunicazionesportiva #sportmarketing #sportbusiness
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Gli esempi ci sono. Basta indicarli e seguirli.
Happy Husband & Proud Father, Emeritus VPSales&Trade Marketing, Shareholder, Progetto "Giovani senza Capo", Stanford Seed Consultant, Speaker WomenX Impact, YWN Mentor, Ca’ Foscari Mentor
"Giovani senza Capo" Ha segnato 21 punti in una partita di Serie A a 14 anni. Ha segnato 36 punti in una partita di Serie A a 15 anni, unica nella storia della Serie A maschile o femminile a farlo a quell'età. È stata top scorer italiana della Serie A femminile a 16 anni. Oggi gioca stabilmente in Nazionale e nella Reyer Venezia con la quale è prima in classifica. E, soprattutto, da qualche ora è diventata la quarta giocatrice nella storia del basket italiano ad essere selezionata al draft della WNBA: è stata la 32 esima scelta delle Atlanta Dream. In tutto questo, Matilde Villa ha ancora 19 anni. Da questo momento può pensare alla lega dei sogni, la WNBA, e a firmarsi le giustificazioni da sola. Straordinaria. Fonte: La Giornata Tipo https://lnkd.in/dkzphVNf ___ Il nostro Paese è pieno di ragazzi e ragazze come Matilde Villa. Loro ci sono, quello che manca è un contesto in grado di valorizzare il loro desiderio di fare. Parliamo di talento, parola che trovo priva di qualsiasi riferimento se associata ai luoghi chiamati lavoro dove di solito viene sprecato il talento individuale che risiede in ognuno di noi senza distinzione di genere, età ... Perchè sprecato? Perchè prendiamo adulti e, appena varcano la soglia del luogo di lavoro, li trattiamo come bambini e bambine delle elementari. Perchè nel 66% dei casi in Italia i ruoli di responsabilità non si ottengono per competenza, ma per discendenza. E' un compito di cui si occupa la cicogna. Se un rubinetto perde abbiamo due possibilità. Lasciare che continui a perdere sprecando tantissima acqua oppure chiamare un idraulico. Con i giovani scegliamo da troppo tempo la prima opzione. A proposito dello sprecare talento: “Tu sei come mucca di Erzegovina: prima fare tanto buon latte e poi dà calcio al secchio”. Professor Aza Nikolic, grande allenatore di basket e valorizzatore di talento. ___ #giovani #odiolafuffa #nobarlafus #piediperterra
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Profe..dilettantismo calcistico femminile Non è polemica, non è opinione, non è faziosità, è pura constatazione. Conosco l'ambiente calcistico e quindi mi interfaccio con quello, ma la maggior parte degli sport credo sia nelle medesime condizioni. Comunque, l'assunto di partenza è questo: faccio scouting, trovo l'atleta potenzialmente promettente, lo prendo sotto la mia ala, investo, lo cresco nel corpo e nella mente, creo una situazione di serenità, gli elevo gradualmente gli obiettivi, punto su di lui/lei, arriviamo al target insieme. Dal canto suo: si sentirà parte di un progetto, si impegnerà, si affezionerà alla società, vedrà gradualmente crescere i frutti anche economici, ambirà a migliorarsi, si impegnerà, si impegnerà, si impegnerà. Questo, nel mondo ideale, dovrebbe valere per tutti ed in ogni sport. Pensiamo adesso per un attimo al calcio femminile di oggi (in Italia): Professionismo solo per la serie A. Restanti categorie e giovanili nelle pieghe di un universo parallelo. Immedesimiamoci in una calciatrice di giovane età. Anni e anni di sacrifici, impegno, rinunce per approdare in una squadra di serie C. A parità di categoria, in quella situazione un ragazzo ha un contratto da professionista, con uno stipendio contrattualizzato. La ragazza è fortunata se ha un contratto che gli copre almeno le spese del carburante per andare agli allenamenti. Un calciatore maschio fa quello di mestiere, ha una pianificazione degli impegni ed una organizzazione che pensa a trasferte e sistemazioni. La calciatrice è già fortunata se studia e può permettersi di non elemosinare permessi al datore di lavoro, accetta di fare trasferte che paiono più dei viaggi della speranza, si allena e sputa sangue dopo aver affrontato una giornata di lavoro. Se facessimo a cambio, quanti calciatori maschi resisterebbero in queste condizioni? Non è per fare il solito paragone uomo-donna, sarebbe di una tale italica idiozia, dico solo che almeno le condizioni e la basi di un contratto da semi-professionista dovrebbero sussistere. Arrivare a essere professionista in serie A (cosa non scontata) non deve essere considerata come la fortuna del gratta e vinci, perché nasce da almeno un decennio di straordinario impegno e costanza. Per assurdo, pensate se in serie B femminile, come accade in atletica, trovassimo squadre che garantiscono, indipendenza economica, serenità contrattuale, pianificazione del futuro post sportivo, spazi e strumenti idonei allo sviluppo psico-fisico e tecnico delle atlete. Insomma un campionato in cui avessimo, i clubs: FC Guardia di Finanza, A.C. Marina Militare, Sporting Esercito, Atletico Carabinieri, Real Aeronautica e Deportivo PdS. Credete a me, avremmo atlete di un livello pazzesco e allora si, potremmo competere davvero con le realtà estere. Lo so, è un miraggio nel deserto, il sogno di una notte d'estate, però hai visto mai, che solo per averlo detto, magari poi s'avvera. miSTEr Stefano Guarda
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In Vista della finale di oggi (ore 13:00 che commenteró in questo post) non posso non tornare a parlare di Velasco Ci sono cose così tanto segnanti, nella sua leadership, che potrei parlarne per ore Ho letto, da qualche parte, una descrizione che mi ha colpito molto È un Hombre Vertical che non teme il dissenso Quanti ne abbiamo nel mondo NPL? 500 miliardi quindi un settore molto più ampio Dell'intera pallavolo internazionale Lui si è posto delle domande, quando è arrivato in Italia per allenare la nazionale, ed ha smontato subito le 3 convinzioni/alibi a lui riferiti Questione antropologica: L'italiano non è fatto per questioni e colpi precisi Questione Biologica: Non siamo altissimi e tanti alti fanno altri sport Questione Politica: La federazione mette tutto il budget nel calcio e quasi niente per la pallavolo La risposta di Velasco fu tradotta in una domanda spalle al muro: Ma può essere che non vincete perché non giocate bene? Perché se la motivazione, contemplata, fosse quella L'unica cosa che, da domani, non puoi più fare è continuare a giocare male Detto questo io ritengo che, in Italia e nei principali Master 106 e special servicer 114 e 115, non ci siano per niente caratteri destabilizzanti in termini di forzatura dello status quo Io, nel mio piccolo, ho avuto da sempre questo approccio ma, dopo un po', mi sono reso conto che conoscendo benissimo questo mondo da dentro, e penso che dai miei post questo traspare, avevo solo l'opportunità di cambiarlo dall'esterno verso l'interno Interno verso interno ci sono zero possibilità perché si sta troppo bene e, se si sta male, si cambia società per ripartire da zero fino ad altra opportunità futura Detto questo bisogna pensare che non ci sono figure tale da scardinare, dall'interno, il sistema e probabimente antropologicamente, biologicamente e politicamente mai ci saranno Se invece si cambia il piano di visione, e cioè si comunica ai top manager che i risultati non arrivano perché si gioca male, è probabile che, in futuro, l'unico modo per comprendere la soluzione gestionale, del complicato mondo delle trattative stragiudiziale, è giocare bene Il primo passo per giocare bene è comprendere che si sta giocando male e non che si perde per questioni antropomorfiche, biologiche e politiche Dato che ci sono, e sono in vena di citazioni, farò un altro esempio che è quello straconosciuto di BRUCIARE LE NAVI Isole Greche con una flotta, comandata da un capitano coraggioso, che deve conquistare una specifica isola piena di nemici Come combatteranno, questi soldati, se sapranno che, una volta sbarcati, le loro navi saranno già posizionati con la prua sugli scogli e pronti a battere in ritirata? Bisogna togliere, prima mentalmente e poi fisicamente, questa equazione dal gioco Quindi Bruciare le Navi così da avere la mente sgombra ed un solo obiettivo cioè quello di vincere e conquistare l'isola per poi, con il tempo, costruire nuove navi Le gacs hanno innescato questo. Purtroppo
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"Ho capito, Jannik, però se è numero 25 del mondo ogni tanto ci sta che prenda anche le righe" Questo passaggio di un recente match giocato da Sinner, riportato l'altro giorno da Repubblica, è molto interessante. Cosa abbiamo qui? A mio avviso abbiamo un esempio illuminante di come una persona possa esercitare autorevolezza, mettendo le cose sul tavolo con fermezza, e richiamando alle proprie responsabilità senza essere giudicante. La frase in questione toglie di torno gli alibi con estrema semplicità: - l'avversario è una persona competente e di talento - la (s)fortuna non è una variabile su cui fare affidamento o a cui appellarsi - se lui è il n.25 del ranking, c'è un n.1 ed è su ciò che ha determinato quella differenza che bisogna giocare la partita. Sarà stato un caso, sarà stato voluto, non lo so. Di sicuro è un bell'esempio di intelligenza emotiva da parte di Vagnozzi, cui d'altra parte è poi corrisposta la capacità da parte di Sinner di estrapolarne i giusti stimoli. In realtà non sono un grande fan degli aneddoti sportivi (non credo nella sovrapposizione dei valori puramente competitivi a quelli di vita o professionali), però ogni tanto vengono fuori episodi interessanti, anche se minimi e marginali, che possono essere rappresentativi di situazioni più generali. Faccio tesoro di questo: a volte le difficoltà sono intrinseche al tipo di progetto, alla sua complessità. Se le affrontiamo c'è una ragione e se siamo noi a farlo è perché il nostro percorso ci ha portato lì e non altrove. A volte è davvero una fortuna avere qualcuno che ce lo ricorda senza altre scuse.
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Queste sono storie che bisogna raccontare per amore dello sport
Due generazioni per 8 cestisti: l'eredità di Ludovico Trevisan
ilpiacenza.it
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Sento discutere di questo tema fin da quando è toccato a me essere uno di quelli esclusi perché non abbastanza bravo, ormai quasi 40 anni fa e nulla è cambiato. Vorrei chiedere alle Società Sportive Dilettantistiche che fanno selezioni nelle attività giovanili: qual' è il vostro obiettivo? voler essere più competitivi? voler vincere? E una volta diventati più competitivi e magari aver vinto il campionato 'Esordienti' provinciale che reale vantaggio avete conseguito? Forse soddisfare il bisogno personale di dirigenti e allenatori che emulano il mondo professionistico senza averne le competenze o il talento per poter farne parte? Le società professionistiche ci sono già e spesso non hanno nemmeno bisogno di fare selezione perché loro reclutano e hanno strutture, capacità economiche e storicità inarrivabili. Un tecnico o un dirigente può realmente pensare di sapere chi a 10 anni sia già individuabile come futuro campione? Se pensate di si vi saluta con tanto affetto Nikola Jokić.. e tornate a studiare prima di lavorare con i ragazzi/e. Poi ci siamo noi genitori, forse il problema più grande in queste dinamiche. Leggiamo 2 dati presi dal sito della Federazione Italiana Giuoco Calcio: I tesserati FIGC sono nella stagione 22/23 1,1 milioni. Le squadre di Serie A sono 20 con circa 22 giocatori per rosa per un totale di 440 atleti. Ne consegue che di tutti i tesserati circa lo 0.04% gioca nella categoria maggiore della FIGC. Alla luce di ciò io genitore sono disposto a derogare a valori sportivi e sociali e quindi all'educazione di mio figlio per ricercare lo 0,04% di possibilità di farlo diventare professionista? e se si, a che vantaggio? Mio o di mio figlio? Non credete a me che nonostante faccia del mondo sportivo il mio lavoro non sono nessuno, ma poniamoci il dubbio quando anche l'élite parla così: ‘Allenatore, se venti bambini vanno alla partita, devono giocare tutti. Genitore, se tuo figlio non gioca o partecipa solo quando segna, trova un altro club. I bambini vogliono solo essere felici giocando a calcio con i loro amici. Trova un club dove i tuoi figli abbiano sempre l'opportunità di giocare ed essere felici. Anche se la squadra è di un livello inferiore. Non cercare club dove i bambini sono selezionati per vincere. Allenatore, non pensare ai risultati, i bambini non hanno bisogno né dello stress né della pressione’. #LuisEnrique
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