Compartimentazione al fuoco nei sistemi isolanti di facciata VS. Nobilium Thermalpanel
Anche un piccolo gesto può fare grandi cose e questo e il caso del Nobilium Thermalpanel.
Nonostante un rischio economico e una responsabilità legale elevata, il problema della sicurezza antincendio dei sistemi di facciata continua ad essere molto acuto. Le perdite in valore umano stimate nel mondo mostrano il problema dell'effettiva assenza di requisiti nei codici di condotta, l'uso di prodotti contraffatti raggiunge una quota dell’ 50%, mentre la bassa qualità del lavoro di installazione, la mancanza di un approccio rigoroso alla progettazione di sistemi di protezione antincendio, porta al tracollo.
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Oggi sono in vigore numerosi documenti che regolano i requisiti generali per la sicurezza antincendio ma quanti di noi li conoscono ??
Diversi sono gli Stati che hanno introdotto delle normative e dei test per le facciate. Servono però una serie di compromessi tra paesi e metodi prima di poter raggiungere un consenso. Per avere un metodo armonizzato attualmente sono in corso discussioni all'interno dell' EGOLF (Gruppo europeo di organizzazioni per le prove, l'ispezione e la certificazione antincendio) per assistere nello sviluppo di una metodologia comune per la valutazione della sicurezza antincendio delle facciate. Un ostacolo in questo lavoro è che i metodi di prova e le normative attualmente utilizzati a livello nazionale nei paesi differiscono notevolmente l'uno dall'altro.
In Italia come in gran parte dei paesi della comunità Europa viene adottato un sistema di verifica tramite una norma armonizzata per stabilire la classificazione di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione con UNI EN 13501-1:2009.
Spesso ci avete sentito parlare di compartimentazione al fuoco, proponendovi l’utilizzo di un materiale isolante in fibre di basalto che desse continuità termica all’ utilizzo dei vari materiali isolanti utilizzati a facciata, ma nel contempo vi garantisse quella sicurezza nel possibile di arrestare l'incendio, o quanto meno impedire danni maggiori.
Le strisce antincendio Nobilium Thermalpanel, sono fasce di protezione continue disposte in orizzontale o in verticale all’interno del livello dell’ isolante, ed impediscono la propagazione incontrollata dell’incendio. Sono costituite da materiali non combustibili della classe A con un punto di fusione oltre ≥ 1200°C
Le strisce antincendio Nobilium Thermalpanel vanno installate in orizzontale e devono avere un’altezza di almeno 18 mm, , incollate alla base dell’ isolante termico o direttamente alla muratura occupando tutta la larghezza. Quelle installate in verticale poste attorno ai fori finestra, porta, vani scala, vie di esodo esemp. vanno messe a tutta superficie.
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Sempre più spesso per raggiungere quei requisisti termici richiesti si ricorre ad un assemblaggio, ( esp. EPS da 12+ 9 mm di Nobilium Thermalpanel) posizionando sopra gli isolanti termici il pannello in fibre di roccia di basalto.
Le prove effettuate per la verifica della compatibilità con la classe A1 condotte sui campioni di fibre minerali in basalto Nobilium, hanno previsto requisiti di ΔT <30°C e ΔM 50 %, ad un flusso di calore di 46 KW/m² corrispondente a circa 750°C per 30 minuti, ciò significa non provocare un aumento di temperatura di 30°C, avere un perdita di massa inferiore al 50% e non produrre fiamma. Dati CERTIMAC.
Un caso tra i tanti e l'utilizzo di un l'isolamento termico sotto forma di lastre di polistirene espanso. L'accensione del materiale inizia a una temperatura di 220-380 ° C, autoaccensione - 460-480 ° C. Oltre alla rapida combustione, la situazione è complicata dal rilascio di gas infiammabili che provocano una combustione rapida ed intensa, compromesso poi dal ridotto spessore dell'intonaco sopra i pannelli che dovrebbe essere di almeno 4-7 mm, in pratica, questo strato è spesso uguale a 1-1,5 mm, che è una grave violazione dei requisiti di sicurezza antincendio per i sistemi di facciata. Ci sono poi gli intonaci polimerici decorativi, che riscaldati a 240-260 ° C, perdono le loro caratteristiche di resistenza. Pertanto, non è consigliabile utilizzare intonaci polimerici su polistirene espanso e pannelli in schiuma. L'intonaco ignifugo per la facciata deve resistere a temperature vicine a 1000 ° C. La distruzione dello strato protettivo porta ad un aumento dell'intensità della combustione, dovuto all'alimentazione della fiamma da parte dei gas sviluppati.
Pertanto, l'isolamento esterno deve consentire non solo di proteggere gli edifici da vari cataclismi, in particolare dal fuoco, ma anche di aumentare la durata delle pareti portanti agli agenti esterni.
In ogni caso si consiglia, nella scelta di un sistema di facciata, di consultare uno specialista in materia di isolamento termico. Possiamo sempre spiegarvi come prevenire l'uso di sistemi di isolamento di bassa qualità durante la costruzione di nuove strutture o la ricostruzione e, soprattutto, eliminare il rischio di un uso tutt'altro che giustificato e talvolta deliberato di prodotti di dubbia qualità.
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3 anniMarco, senza considerare tutti gli incendi dei tetti avuti negli anni scorsi: Ho letto di case singole e aziende agricole a causa dei pannelli fotovoltaici, di scuole per la sostituzione delle guaine impermeabilizzanti, capannoni aziendali rovinati dalla sostituzione degli isolamenti, addirittura centri commerciali per le guaine e isolanti (Coop a Ponte Greve quest'ultima estate)..... Certo, basterebbe poco per evitare.....