Ecco perché "Cerchiamo giovani con esperienza"​ è solo una copertura.

Ecco perché "Cerchiamo giovani con esperienza" è solo una copertura.

Mi confronto con oltre 200 candidati ogni anno da 4 anni e mi capita spesso di incontrare giovani che non riescono a trovare lavoro. Domando loro quali siano le ragioni e mi rispondono che, non avendo esperienza, vengono scartati.

Un'azienda che cerca una persona giovane, ma con esperienza, non ha il coraggio di dire che in realtà cerca una persona che costi poco. Talmente poco che non ha nemmeno bisogno di essere formata e quindi di far perdere tempo (e denaro) all’azienda.

Sono una professionista che ha cambiato tre volte pelle e settore. Ogni volta mi sono sentita dire che “non ne sai nulla” e ogni volta ho portato a termine i miei compiti e raggiunto obiettivi insperati (dagli altri) facendomi anche volere bene dalle persone. Anche se non avevo esperienza.

Tra un lavoro e l'altro, ho interagito col mercato del lavoro lombardo. Ecco com'è andata.

Appena laureata, ho trovato lavoro come Country Manager in California per un’azienda italiana che ora fa parte del gruppo Calzedonia. Nel 2002 questa azienda era leader di mercato in Italia e produceva abiti per le grandi case di moda (Versace). Al mio rientro definitivo dagli Stati Uniti 4 anni dopo, ho cercato lavoro a Milano nello stesso settore e con lo stesso ruolo in modo da valorizzare la tanto richiesta esperienza. Per tutta risposta ho ricevuto dei grandi “NO” dovuti al fatto che ero troppo giovane per ricoprire lo stesso ruolo. E probabilmente anche al fatto che ero una giovane donna feconda. 

Ho poi iniziato a lavorare per l’azienda di famiglia in ambito HR e Marketing e poi per Regesta come People Manager nel 2017. Quando ho vestito i panni della “candidata” quattro anni fa, ho potuto vedere che cosa succede sul mercato del lavoro con gli occhi di chi lo cerca e non solo di chi lo offre. Tirando le somme:

  • la maggior parte delle aziende non risponde nemmeno con un “grazie” alla tua richiesta di considerare la candidatura. Tutte le tue speranze, ambizioni, desideri, progetti e sogni sembrano non essere degni nemmeno di uno sguardo fugace.
  • se sei figlia di un imprenditore, invece di valutare positivamente il piglio e la proattività, vieni vista come una bomba ad orologeria che “prima o poi scapperà da papino”
  • spesso nelle aziende non esiste una persona esperta dedicata al recruiting, ma si improvvisano recruiter le seguenti figure: direttori generali, amministratori delegati, proprietari d’azienda, responsabili di funzione, figure amministrative. Tutti bravissimi a fare il loro lavoro, ma non i recruiter. La figura del recruiter in Italia non gode di alcun rispetto e tutti pensano di poterlo fare. Ma come dice Nassim Taleb “l’assenza della prova non è la prova dell’assenza”. Il fatto che le competenze di un recruiter non si vedano, non significa che non ci siano.
  • ho ricevuto, in più di un'occasione, non inviti ad un secondo colloquio, ma inviti per aperitivi e pranzi da amministratori delegati e proprietari di azienda. Inviti che ho con cortesia declinato, ma che mi sento di paragonare ad abusi di potere.

Non è stato fornito nessun testo alternativo per questa immagine

  • mi sono stati sottoposti dei test di valutazione dei quali non ho mai ricevuto una restituzione, nemmeno su mia insistente richiesta (per chi non è del mestiere HR, questo è un comportamento gravissimo)


  • mi è stata proposta una retribuzione di 500 euro al mese (lordi). Però con provvigioni!

In tutti questi casi, la mancanza di esperienza non era il problema, ma la volontà di investire in una figura che non avesse competenze amministrative (paghe), ma sono competenze che non tutti sanno valorizzare a meno di due condizioni. La prima è comprendere che per le figure che non sono tecniche servono una grande sensibilità e apertura per definire che cosa lo muove, quali sono i suoi driver, le vere motivazioni che lo spingono a fare quello che fa. Insomma, abbandona il martello che ti fa trattare tutto come un chiodo. La seconda sono i valori: solo chi crede per davvero che le persone sono importanti investe in una figura che si preoccupa per loro, fin dal momento del primo contatto con l’azienda.

La lezione che io mi porto a casa è che l’azienda investe nelle cose in cui crede. Se non investe in formazione, se non investe nella cura delle persone, se non investe in competenze invisibili ma fondamentali… sei davvero sicuro di volerci tu investire il tuo tempo?

Non è stato fornito nessun testo alternativo per questa immagine

Guarda che cosa Regesta fa per le persone.

Francesco Brunelli

Supporto le aziende nella digital transformation con SAP

3 anni

Grazie Paola per aver spiegato chiaramente il metodo cinico di molte aziende mettendoti in gioco con generosità e sincerità. Come sempre. Orgogliosi della nostra Paola Beschi #regestapeoplemanager

Per visualizzare o aggiungere un commento, accedi

Altri articoli di Paola Beschi

Altre pagine consultate