Lettera di addio (e di arrivederci)
Questa mattina mi sono svegliato un po’ frastornato e malinconico, e non per via delle condizioni meteo che fanno sembrare il primo luglio come una giornata quasi autunnale. Da oggi l’edizione italiana di IBTimes chiude ufficialmente i battenti, dopo poco più di 6 anni, per ragioni al di fuori del nostro controllo, come scritto già da Giovanni De Mizio sulla nostra pagina ufficiale. E non è tanto l’amarezza di lasciare posizione e retribuzione. Lavoro e stipendio arriveranno, e probabilmente saranno anche migliori.
È l’enorme dispiacere di aver visto morire una creatura che con tanta passione e dedizione ho fatto crescere insieme a colleghi che ormai sono diventati amici, compagni. Non potrò mai dimenticare le giornate piene, iniziate all’alba e terminate al tramonto (per non dire a sera tardi), occupate dalla voglia di raggiungere degli obiettivi e la gioia di vederli realizzati. È strano alzarsi dal letto senza fare la nostra riunione mattutina, senza confrontarmi con gli altri, senza scorrere i vari cv che inviavano i candidati e gli incontri che avevo con loro, senza le voci dei lettori che mi chiedevano consigli di investimento, senza pianificare nuovi traguardi e marciare per raggiungerli.
Si è chiusa un’esperienza professionale e di vita che mi ha dato moltissimo, sotto la quale sono cresciuto e sono diventato uomo, che mi ha portato in tanti posti lontani da casa, che mi ha fatto conoscere professionisti e cariche istituzionali importanti, che mi ha portato a incontrare la donna che ho sposato e che amo.
Mi appresto a girare l’ultima pagina di questa favola sì con tristezza ma anche con l’orgoglio e la consapevolezza di chi ha dato tutto e di aver costruito un gruppo bilanciato, coordinato, affiatato. Persone innamorate del proprio lavoro e che hanno lavorato gomito a gomito per anni per raggiungere i medesimi obiettivi. Un gruppo innamorato così tanto di sé stesso che cercherà di fare il massimo sforzo per continuare a fare quello che ha sempre fatto, lontano dalle inefficienze della casa madre.
Un ringraziamento a Giovanni De Mizio, a Vittoria Patanè, a Marta Panicucci, a Candido Romano, a Emiliano Ragoni, a Alessandro Martorana, a Massimiliano Di Marco, a Marco Serra, a Domenico Esposito, a Cristian Amadei, a Marco Iorio, a Stefano Veneziano, a Luca Marra, aRosa D'Ettore (e ai tanti professionisti che hanno dato un contributo importante per la crescita della nostra edizione), per tutti gli anni speciali che abbiamo affrontato insieme. Il vostro ex direttore risorse umane vi saluta e vi augura il meglio, con la speranza di poter presto riprendere insieme il cammino da dove lo avevamo interrotto.