Protezione dalla corrosione, sezionamento con giunti dielettrici omologati SVGW/SSIGE
Le reti interrate in materiale metallico sono particolarmente esposte al rischio di corrosione dovuto interferenze elettriche presenti nel terreno, le cosiddette "correnti vaganti". Le più note sono generate da linee ferroviarie, meno conosciute le correnti di corto circuito scaricate dalle messe a terra di linee elettriche aeree. Sulle reti in materiali metallici sono applicate misure di protezione contro le corrosioni mediante rivestimenti isolanti e con installazioni di protezione catodica.
Anche le reti e gli impianti in materiale metallico fuori terra sono soggetti ai medesimi rischi e in egual modo devono essere protetti. Le interferenze elettriche possono provenire dall'esterno e dall'interno (da motori e macchine per induzione, o da contatti elettrici per contatto, sovente accidentale).
In passato i fenomeni di corrosione si manifestavano in tempi lunghi, probabilmente per il rilevante sovradimensionamento degli spessori delle tubazioni. Recentemente si assiste ad una velocità di manifestazione della corrosione molto più accentuata: per l'adozione di spessori minori e più correttamente dimensionati, per la presenza di nuovi materiali, o anche per impianti più complessi rispetto a quelli di un tempo e con diversi componenti.
In recenti passati era usuale eseguire i tubi di entrata dell'acqua potabile come dispersore principale per la messa a terra, dal 2011 la SSIGE raccomanda di eliminare questa pratica arcaica e pericolosa, oltre che per la protezione delle persone, anche per ridurre il rischio di corrosione delle condotte stesse.
Gli impianti di produzione energia industriali e residenziali sono particolarmente soggetti alla corrosione per la presenza di elettroliti, gas combusti, potenziali elettrici, acqua non degassificata, presenza di materiali misti.
L'impiego di dispersori nelle fondazioni degli edifici e non più sistematicamente sulle condotte degli acquedotti e le sostituzioni delle porzioni di rete più vetuste con materiali plastici ha ridotto il rischio di corrosione sulle condotte stesse ma, paradossalmente, ha creato più rischi per quegli edifici che ancora hanno il collegamento galvanico con la rete di distribuzione, poichè la capacità dispersiva delle correnti di corto circuito è diminuita.
Se molti di questi rischi possono essere limitati con misure di manutenzione o accortezze costruttive, la presenza di potenziali elettrici che non possono essere ridotti o preventivati, richiede la separazione degli impianti, creando appositi e idonei punti di disconnessione elettrica.
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Questa disconnessione elettrica si attua appunto con appositi giunti "dielettrici", che hanno lo scopo di garantire in modo permanente la separazione elettrica tra parti di impianto, soprattutto - nel caso delle citate correnti vaganti - tra le parti interrate e le parti aeree, oltre che per parti di impianto in generale e in particolare quelle con materiali differenti.
I giunti dielettrici sono sostanzialmente costituiti da due tronchetti di metallo nobile (ottone o inox), solidali tra loro ma isolati elettricamente.
In Svizzera vige l'obbligo di utilizzare apparecchi e materiali certificati, allo scopo l'ente di riferimento è la SSIGA (Società Svizzera Industria Gas e Acqua) che certifica i prodotti destinati ai settori gas e acqua. La certificazione evita ai committenti, ai progettisti e agli installatori di dover accertare l'idoneità di un prodotto e garantisce che il prodotto risponda effettivamente alle esigenze.
Dal 2020 sono disponibili sul mercato ticinese i giunti dielettrici Greiner, con omologazione SSIGA no.20-019-6 commercializzati da ErreCi Rappresentanze di Lumino.
Garantiscono una separazione per correnti fino a 0000 V, maggiore di molti altri giunti in commercio; sono disponibili per diametri da DN15 (1/2") a DN 50 (2"), PN16 e per temperature di esercizio fino a 70°C, adatti per allacciamenti per reti gas e per impianti acqua potabile e riscaldamento.