Psicoanalisi, psicologia e sanità pubblica unite contro lo scetticismo di massa?

«Mai prima d'ora così tanti cittadini hanno avuto un così grande accesso all'informazione e al contempo messo in dubbio le "raccomandazioni di salute pubblica" con un così forte rifiuto del consiglio medico»

Un articolo pubblicato a ottobre su Lancet on line, e già ripreso dal Sole 24 Ore, mette il dito nella piaga. Gli autori propongono che negli Usa si metta mano a una forte sinergia tra psicoanalisi, psicologia e specialisti di sanità pubblica per combattere quello che in termini scientifici si definisce psychological denial, un meccanismo di difesa che si verifica in soggetti che, quando non sono in grado di confrontarsi con la realtà, preferiscono rifiutarla, non prenderne atto.

Il negazionismo verso il Covid-19 o verso gli effetti deleteri del cambiamento climatico sono solo i fenomeni più eclatanti di questa attitudine. Che si manifesta, per esempio, nella diffusione su larga scala, a livello globale, della scarsa aderenza alle terapie, fonte di ingenti costi economici e sanitari per gli Stati. La soluzione, o almeno un contributo a essa? Avvalersi anche degli strumenti di indagine dell'inconscio nella quotidiana, impervia, gestione della sanità pubblica.

Fonte: www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)32172-3/fulltext

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