Un discorso al Salone del Libro di Torino
Foto scattata dal talentuoso fotografo (nonché caro nipote) Marco "Radice" Vissani, sullo sfondo del "Ponte del Mare" di Pescara

Un discorso al Salone del Libro di Torino

Intervento di Francesco Vissani, ideatore del premio ASIMOV, alla cerimonia di premiazione della IV edizione presso il Salone del Libro di Torino; in questo sito una registrazione dell'evento a cura dell'INFN.


Un esercizio di fantasia e le riflessioni che ne seguono:

Immaginiamo una ragazza italiana davanti a Montecitorio, armata solo delle sue convinzioni e di un cartello di protesta; e poi - se ce la facciamo - immaginiamola diventar famosa e ascoltata in tutto il mondo, magari proprio come Greta Thunberg.

Non so a voi, ma c'è qualcosa che mi blocca: questo esercizio di fantasia mi risulta difficoltoso.

Chissà se vuol dire che ho poca immaginazione, che son più disilluso di quanto vorrei, o preda di quel cinismo che Flaiano raccontava in “Un marziano a Roma”.


Ma forse il problema non è di natura personale: in effetti, nel nostro paese, escludere i giovani dal dibattito pubblico è considerato un atteggiamento piuttosto normale.

Atteggiamento che, mi sia lecito dirlo, trovo distante da un concetto di “democrazia” che abbia un minimo di lungimiranza, e che dovrebbe pertanto essere stigmatizzato, se ci teniamo che il nostro agire sia ispirato da principi nobili.


(Ah! A volte basta tanto poco per sentirsi meglio: meno autoanalisi e più scelte consapevoli.)


Il ruolo dei giovani nel premio ASIMOV ed una graditissima lettera:

In effetti, nel premio ASIMOV ci regoliamo diversamente.

Sono le studentesse e gli studenti di scuola superiore a decretare chi vince il premio ASIMOV. Sono sempre loro che recensiscono i libri e che li presentano al pubblico. Chi li ha ascoltati sa che hanno belle idee da condividere, che ti toccano profondamente, che ti fanno sentire una persona migliore.


Qualche mese fa un intellettuale che ha molto a cuore la scienza nel nostro paese, il professor Lucio Russo, mi ha inviato una lettera sui risultati della precedente edizione, nella quale scrive così:

"ho molto apprezzato la scelta dei vincitori: due libri che non concedono nulla al sensazionalismo fuorviante della maggior parte della divulgazione scientifica. Mi sembrava di aver letto che il vincitore era determinato dalla somma dei voti degli studenti, ma la mia impressione è che la scelta sia dovuta a persone più colte e consapevoli della media degli studenti liceali."

Commosso da un commento tanto gratificante, gli ho proposto di primo acchito una spiegazione tanto semplice da sfiorare la banalità: Il fatto è che i libri vengono letti, meditati, di solito discussi, e solo alla fine valutati. Quindi, strada facendo, i nostri giurati acquisiscono tutti i titoli necessari per poter esprimere una opinione informata.

Ma più ci penso e più mi convinco che quella osservazione abbia colto nel segno. Chi partecipa al premio ASIMOV ha un'occasione di conoscere il patrimonio di intelligenza che c'è nelle nostre scuole: quando ne hai esperienza diretta, non puoi più far finta di niente!

Mi sembra proprio che le parole di Lucio Russo abbiano definito nel migliore dei modi un'iniziativa orgogliosamente democratica come la nostra.


Come è iniziata e dove siamo adesso:

Vorrei spendere due parole per raccontare come è nato il premio ASIMOV:


Ho sempre creduto che dovrebbe essere normale parlare di scienza, proprio come si fa in tanti altri paesi, per esempio in Inghilterra. Mi capitò di leggere che la Royal Society riuscì a cambiare la lingua inglese a tavolino, e questo mi condusse a chiedermi cosa stessero facendo oggi: venni così a sapere del loro rispettatissimo premio di divulgazione scientifica.

Poco dopo mia figlia Claudia - che all'epoca frequentava la scuola superiore - mi disse seria “Renzi vuole che lavoriamo” (si riferiva alle direttive del governo dell'epoca, che istituì la cosiddetta "alternanza scuola-lavoro").

A questo punto mi misi definitivamente in testa di provare a realizzare un premio di divulgazione scientifica, che coinvolgesse da una parte le scuole superiori e dall'altra centri di ricerca, università e istituti culturali. (Il resto della storia l'ho già raccontata altrove.)


Detto tra di noi, non avrei mai pensato di veder partecipare varie migliaia di persone da tutta Italia, ma forse ne capisco alcuni motivi. C'è bisogno di parlare di scienza, ma c'è anche dell’altro, direi quasi un senso di disagio per una situazione paradossale. Siamo la terra di Archimede, Leonardo, Galilei, Adriano Olivetti, ma anche un posto in cui il monito di Isaac Asimov verso il "culto dell’ignoranza" suona fastidiosamente attuale.

Vedremo come andranno le cose; intanto però, il premio ASIMOV è arrivato alla quarta edizione e sta ancora crescendo.

La nostra commissione scientifica conta 250 amici della cultura scientifica - professori, scienziati, studenti di PhD, ecc. - che collaborano. Siamo riusciti ad arrivare sin qui grazie a tante persone generose e straordinarie. Ognuno di noi ha apportato idee e risorse, ci ha messo dentro passione e a volte anche un pizzico di follia.

È una storia esaltante, e vorrei ringraziare tutti quelli che sono riusciti a liberarsi per partecipare a questa festa - al Salone del Libro di Torino (!!!)


Un augurio:

Concludo tornando al punto principale di questo discorso e lo vorrei fare rivolgendo un augurio alle bellissime giovani persone che hanno lavorato insieme a noi in questi anni. L'augurio è semplicemente questo: possiate essere artefici del vostro futuro.

Dipenderà molto da voi; non dubitatene e continuate a fare del vostro meglio.

Torino, 9 maggio 2019




📓📘📚- Quaderni di Cultura Scientifica, vol.3, gen 2020📚📘📓

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