Gli influencer ai tempi del corona virus. Gli esempi di istituzioni e attività digital (4° webinar)
Da quando in Italia è stato dichiarato il lockdown a causa Covid-19, il martedì alle 18:45 Cristina Simone e io teniamo un webinar gratuito dal titolo "Gli influencer ai tempi del corona virus": ogni settimana analizziamo il tema da una prospettiva diversa sottolineando tanto i comportamenti virtuosi quanto gli "scivoloni".
Se c'è una cosa che questa emergenza Covid-19 ci ha (forse) insegnato è che la solidarietà professionale non è una leggenda metropolitana. O perlomeno non sempre. Le esperienze di professionisti e di attività legate al mondo digital che hanno messo a disposizione gratuitamente competenze, know-how e tempo sono tante e anche con il passare del tempo non accennano a diminuire.
Nel mio intervento durante il quarto webinar della serie "Gli influencer ai tempi del corona virus" ho analizzato proprio l'attività (social e non) delle realtà digital, in Italia e nel mondo.
Talkwalker, la piattaforma di social listening e reporting, tutti i giorni pubblica un report global sui contenuti social intorno al tema Covid-19. Oltre al conteggio delle menzioni del termine vengono monitorate le conversazioni di contesto, ossia inerenti argomenti che si ricollegano al momento storico che stiamo vivendo come, per esempio, la sempre maggiore attenzione nei confronti del tema dello smart working.
Wyzowl, un'agenzia che crea video per il digital marketing, ha invece condotto una ricerca presso circa 160 digital marketer per indagare come e se l'emergenza corona virus stia impattando negativamente sul business di chi lavora nel marketing. I risultati della ricerca sono stati messi a disposizione di tutti qui.
Blogmeter ha invece attivato l'Osservatorio "Italiani e social media al tempo del corona virus": ogni settimana viene indagato un aspetto social-contenutistico differente e i risultati sono a disposizione tanto sul sito web, quanto tramite newsletter dedicata.
Lato influencer marketing è interessante la ricerca che Pulse Advertising ha condotto intervistando oltre 150 tra influencer e talent italiani interrogandoli su come il Covid-19 abbia impattato sui propri piani editoriali e sulla relazione con i follower.
Portano invece la firma di We Are Social Italia brevi, ma efficaci indagini su come realtà digital, creative ed editoriali stiano reagendo all'emergenza proponendo contenuti originali e di approfondimento (trovate questi articoli tutti qui).
Tra questi spicca di sicuro il lavoro di un video maker italiano selezionato dal magazine online made in USA The Atlantic come uno dei documentari indipendenti più interessanti dell'ultimo periodo: Olmo Parenti, in piena emergenza Covid-19, ha chiesto ad amici e conoscenti italiani di registrare un messaggio per i se stessi di 10 giorni prima, quando ancora il corona virus sembrava essere il problema di altri, ma non certo nostro. Un esempio interessante di come è possibile sensibilizzare attraverso un lavoro creativo.
Apple e Google non si sono certo tirate indietro e hanno messo a disposizione risorse e know how per aiutare persone e istituzioni in questo particolare momento di crisi. La prima ha creato questo sito con l'obiettivo di dare indicazioni utili per un primo screening legato al virus. Google, invece, ha fornito invece l'hosting gratuito per un database chiamato Covid-19 Open Research Dataset che al momento contiene circa 20.000 risorse in grado di aiutare persone, istituzioni e aziende a realizzare progetti e sviluppare innovazioni per combattere il virus.
Menzione d'onore a due startup che hanno sede presso il Talent Garden di via Calabiana a Milano:
- la prima, WeSchool, non solo ha lavorato per fornire a oltre 1 milione di studenti l'accesso alla formazione scolastica in remoto, ma ha creato anche la community La Scuola Continua, in collaborazione con IBM, Cisco e Google, per fornire supporto a insegnanti e personale scolastico (potete guardare il video qui);
- la seconda, Quick Algorithm, ha invece messo a disposizione risorse e know how per supportare i ricercatori dell'Università di Greenwich e l'Istituto ISI di Torino.
Gli esempi di realtà digital virtuose sono tanti e si stanno moltiplicando: l'obiettivo è di condividere conoscenze e competenze maturate negli anni per offrire alle persone una maggiore consapevolezza in ottica di costruzione futura di un miglior ecosistema.
Vi invito a leggere il post di Cristina Simone in merito al suo intervento durante il quarto webinar quando ha analizzato l'attività social/digital degli account istituzionali in merito all'emergenza corona virus.
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4yOramai è un appuntamento fisso e io imparo sempre cose nuove.