4 (sgradite) novità per il committente nel contratto di appalto
Il recente intervento legislativo in materia di ritenute fiscali nei contratti di appalto e subappalto ha introdotto rilevanti adempimenti in capo a tutti gli attori coinvolti nella filiera (salvo alcune eccezioni specificamente indicate), con forte impatto sulla loro operatività, e , in particolare, ha rafforzato le responsabilità del committente dell’appalto di quanto avviene nella filiera stessa.
In estrema sintesi, il complesso di nuove regole – entrato in vigore dal 1° gennaio 2020 e riguardante esclusivamente gli appalti di opere e servizi di importo complessivo annuo superiore ad euro 200.000, caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente e dall’uso di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili – prevede, in primo luogo, in capo agli appaltatori, subappaltatori e affidatari di opere e servizi l’obbligo di procedere al versamento delle ritenute sui redditi da lavoro dipendente (e assimilati) dei lavoratori occupati nei singoli appalti con distinte deleghe di pagamento (F24) per ciascun committente.
Dall’altro lato, il committente ha l’obbligo di verificare l’avvenuto versamento delle ritenute, richiedendo, al fine di verificare la correttezza dell’ammontare complessivo degli importi versati, precisa documentazione che le imprese della filiera sono tenute a trasmettergli entro 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento delle ritenute stesse.
In particolare, il committente potrà effettuare la suddetta verifica, esaminando la copia delle deleghe di pagamento ed un elenco nominativo di tutti i lavoratori impiegati nel mese precedente nell’appalto, contenente i) il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun lavoratore, ii) l’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione, e iii) il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti del lavoratore.
La norma prevede inoltre che, in caso di mancata trasmissione di tali documenti, ovvero nell’ipotesi di omesso o insufficiente versamento delle ritenute fiscali da parte delle imprese della filiera, il committente deve a) sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati dall’impresa appaltatrice o affidataria fino al perdurare dell’inadempimento, e b) darne comunicazione entro 90 giorni all’Agenzia delle Entrate territorialmente competente.
In caso di inadempimento degli obblighi posti a suo carico, il committente sarà obbligato a pagare una somma pari alla sanzione irrogata all’impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice, senza possibilità di compensazione.
Si tratta, pertanto, di una specifica sanzione direttamente irrogata al committente, piuttosto che di una ipotesi di obbligazione solidale, seppur conseguente all’inadempimento dell’imprese sopra indicate da cui sia scaturita nei confronti delle stesse l’irrogazione della sanzione tributaria per la violazione degi obblighi di corretta determinazione delle ritenute e di corretta esecuzione delle stesse, nonché di tempestivo versamento.
Tale previsione aggrava la posizione del committente, affiancandosi alla responsabilità solidale già sussistente sul piano retributivo ai sensi dell’art. 29 D.Lgs. n. 276/2003, e al relativo onere per il committente che ha eseguito il pagamento ad assolvere, ove previsto, gli obblighi del sostituto d'imposta ai sensi delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, potendo tuttavia – in tale circostanza – esercitare l'azione di regresso nei confronti del coobbligato secondo le regole generali.
Come noto, il piano fiscale ed il piano retributivo sono senz’altro strettamente collegati sotto numerosi punti di vista. Nel caso di specie basti pensare, ad esempio, al fatto che l’analisi del dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun lavoratore imposto al committente dalla nuova disciplina in materia fiscale potrebbe fa sorgere in capo allo stesso delle perplessità in relazione all’ammontare delle retribuzioni e dei compensi corrisposti dalle imprese della filiera e per i quali, come sopra indicato, il committente chiamato in causa risponde direttamente.
Alla luce delle considerazioni svolte, appare opportuna una riformulazione della struttura dei contratti di appalto a tutela del committente.