Azzardo e Lavoro: un binomio tanto discusso

Azzardo e Lavoro: un binomio tanto discusso

Azzardo e lavoro. Due componenti di un binomio tanto discusso negli ultimi tempi. Numeri, dati e statistiche, su cui non voglio soffermarmi, alimentano i dibattiti dentro e fuori le pagine dei mass media del mondo della politica, delle istituzioni, delle associazioni no-slot e dei sindacati. Ovviamente non remano tutti dalla stessa parte. Al centro della discussione sono i posti di lavoro.

Azzardo e Lavoro: un binomio tanto discusso

Da una parte si schierano coloro che sostengono che l’azzardo brucia economia e posti di lavoro per cui le concessionarie andrebbero chiuse. Avvertono che lo Stato è un giocatore patologico che scommette sulla salute dei cittadini per incassare oltre 10 miliardi l’anno e che la ludopatia è causa di licenziamenti di molti lavoratori. E le conseguenze sull’economia, l’occupazione e la legalità pesano, eccome, sulla stagnazione produttiva e sulla disoccupazione. Dall’altra ci sono le preoccupazioni per gli imprenditori che hanno creduto nell’industria dell’azzardo quale comparto economico redditizio nel quale fare investimenti e assunzioni di personale. E oggi temono che paventate norme restrittive statali e regionali rivolte a ridurre il consumo dell’azzardo entrino finalmente in vigore con ripercussioni sulle famiglie e sui lavoratori, che in tempi di crisi pur di aver uno straccio di lavoro, hanno accettato di operare in un settore che sarà pure legale ma non è morale.

Macchinette mangiasoldi

Sono comprensibilissimi i loro timori, nei giorni scorsi si sono riversati nelle strade della città, davanti alla sede del Consiglio regionale pugliese, con i loro datori di lavoro, per manifestarli ai rappresentanti delle istituzioni e della politica. Anche se molti di loro nelle chiuse stanze hanno confessato che se avessero la possibilità di scegliere lascerebbero quei posti di lavoro, perché non fa bene solo alla coscienza ma anche alla salute assistere tutti i giorni alla rovina di tante persone, le più fragili e indifese, come bambini e anziani, davanti alle macchinette mangiasoldi.

Un'opportunità per reinventare

Ritengo che si dovrebbe cogliere questa crisi dimostrata dalle concessionarie e dai lavoratori come un’opportunità per reinventare, imparare e mettere a punto nuove strategie per convertire le imprese dell’azzardo in altri comparti più virtuosi coinvolgendo più settori, dall’economia, alla cultura, alle istituzioni. Il nostro territorio potrebbe diventare un laboratorio di ricerca per mettere a punto un piano di conversione con il sostegno e l’accompagnamento delle istituzioni. Dovremmo puntare a essere pionieri in campo di bonifica dell’economia da sale giochi e slot machine.

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