LATERAL THINKING                   
Pensare fuori della scatola
Pensiero Laterale, termino coniato dallo psicologo maltese Edward De Bono nel 1967.

LATERAL THINKING Pensare fuori della scatola

Dedicandomi al recruiting e al HR per professione, da molto tempo a questa parte mi trovo spesso, con il concetto di PROBLEM SOLVING, infatti anche nel più recente rapporto The Future of Jobs 2020, è segnalato come una delle competenze/soft skill chiave per i prossimi anni, soprattutto alla luce delle nuove sfide poste dalla pandemia.

Ma cos’è il Problem Solving? È la capacità di definire un problema, determinarne la causa, identificare e stabilire le priorità, selezionare le possibili soluzioni e decidere quale sia la strada migliore da percorrere.

I problemi, sono il pane quotidiano nella vita e il lavoro di tutti noi e pertanto siamo abituati a doverli affrontare. Ma non tutti siamo efficaci nello stesso modo nel risolvere situazioni complesse: ci sono persone più reattive, altre più riflessive; persone che sono capaci di aguzzare l’ingegno, e altre che vedono i problemi, ma faticano a razionalizzare una soluzione. Ci sono problemi ricorrenti per i quali automatizziamo la soluzione e problemi più complessi, per la cui soluzione serve un approccio out-of-the-box, cioè uno dei metodi più efficaci di problem solvig: IL PENSIERO LATERALE (o “divergente”).

Da Wikipedia, troviamo la definizione: "Pensiero Laterale... modalità di risoluzione di problemi logici che prevede un approccio particolare, ovvero l'osservazione e analisi del problema da diverse angolazioni e cercando soluzioni alternative ed originali....". la definizione è basicamente un invito a pensare al di fuori degli schemi che utilizziamo di solito, in particolare le nostre convinzioni, la nostra esperienza e la nostra personalità, insomma la “scatola” in cui ci muoviamo.

L’esperienza ci ha dimostrato che molte volte il pensiero logico/verticale non è sufficiente per prendere decisioni efficaci, ma non si tratta di una contrapposizione tra queste pensiero verticale e laterale. Deve invece esserci una collaborazione tra le due modalità nella direzione in cui il pensiero verticale fornisce i percorsi, gli elementi e le possibilità già esplorate al pensiero laterale, affinché questo possa ripartire dal materiale pre-esistente e trovare le risposte alternative, non conosciute ancora al nostro cervello.

Qua i primi piccoli consigli per iniziare ad allenare il pensiero laterale:

  1. Prospettiva inversa: forse il metodo più banale, ovvero il guardare il problema che stiamo affrontando da una nuova prospettiva. Provare quindi a respingere la soluzione che automaticamente adotteremmo e valutare delle alternative, anche se non ci si presentano subito alla mente. Cercare quindi di pensare l'opposto, potrebbe aprire inavvertitamente nuovi scenari.
  2. Suddivisione: se il problema si presenta più grande di quello che pensavi, prova a suddividere il problema in più elementi. La visione di ogni singolo lato che compone il problema ci aiuta ad avere un approccio differente e valutare altre ipotesi che non avevamo mai preso in considerazione.
  3. Analogie: trovare accostamenti e comparazione con altre problematiche e soluzioni, può essere d'aiuto per allenare la capacità di pensare fuori dalla scatola e dal solito circuito.

Cosa accomuna questi metodi? La capacità di avere una mente libera e aperta al nuovo.

Non è nella ordinarietà, ma nel modificare i nostri schemi mentali e di aprirci nuove possibilità, che si genera l'occasione per crescere uscendo dalla nostra comfort zone. Concediamoci il permesso di provare nuove strade, di rischiare e anche di sbagliare, di "imparare ad imparare”. Perché solo così infatti e che si trovano nuovi percorsi inaspettati. Ed è così che si crea valore e crescita continua nelle vite personale e professionale, ti invito a tentare!

“La nave è molto sicura nel porto, ma le navi non sono costruite per questo.”

Willia G.T. Shedd

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