Che lavoro vuole fare tuo figlio?
Mia figlia piccola, da grande vuole fare la Tik Toker.
Probabilmente non c’è da meravigliarsi: molti bambini scoprono quello che fanno i loro genitori e decidono che quella è anche la loro ambizione.
Mia figlia mi vede usare “piattaforme” online per parlare con la gente e sviluppare business e sa quanto mi piace. È chiaro che pensa di voler fare anche lei quello che faccio io.
La cosa forse più sorprendente è che se vai in giro a chiedere ad altri bambini in età scolare che cosa vogliono fare da grandi, molti rispondono che vogliono diventare anche loro Tik Tokers.
Il personal branding, forse, non è ancora un elemento fondamentale per il giorno della presentazione dei percorsi professionali alle scuole elementari ma i ragazzi, al giorno d’oggi, sanno che fare video su YouTube, postare foto su Instagram, usare Tik Tok ed è un percorso professionale valido e che, ad alcuni, potrebbe anche portare fama e successo.
Sognano di creare una presenza online che ha molto seguito, così come ai nostri tempi noi sognavamo di diventare stelle del cinema.
Sfortunatamente, a meno che i loro genitori non siano a loro volta imprenditori o che non abbiano una conoscenza approfondita di quel mondo, reagiranno a queste ambizioni professionali con un «Eh?!» o, ancor peggio, con un cinismo di strette vedute: «Quello non è un vero lavoro».
Anche quelli che rispondono con un «Certo, tesoro! Credo in te!», sorridendo senza capire, è probabile che in segreto scuotano la testa di fronte alla tenera ingenuità dei giovani.
Per me è terribilmente frustrante.
È evidente che le prime risposte sono pessime, sotto ogni punto di vista, ma tutte queste reazioni rivelano una totale mancanza di comprensione del mondo in cui viviamo.
È un mondo in cui un ragazzino di undici anni e suo padre possono guadagnare molto creando un canale YouTube in cui condividono online video di se stessi e della loro vita.
Io sapevo che le cose sarebbero andate così.
Per uno come me, che cerco sempre l’innovazione è un’ironia della sorte che una delle cose più premonitrici che io abbia mai detto possa essere stato il più grande eufemismo della mia vita
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La mia storia sta per diventare molto meno insolita.
Ho utilizzato internet per creare il mio brand.
La mia strategia era semplice e stravagante: comunicavo direttamente ai potenziali clienti attraverso un video blog ridotto all’osso e “costruivo” relazioni con loro su Facebook, invitandoli a un’interazione diretta e individuale come quella tra commercianti e clienti in piccole comunità molto unite, che esistevano solo nei paesi e nei rioni cittadini del secolo scorso.
Spargevo la voce a chiunque fosse disposto ad ascoltarmi, dicendo che le piattaforme, che la maggior parte delle aziende e dei leader aziendali definivano ancora come inutili sprechi di tempo – Facebook, Instagram e YouTube – in realtà erano il futuro di qualsiasi attività commerciale.
Il personal branding?
Quando mi sono trasferito negli Stati Uniti per diventare guida certificata in StoryBrand® Nessuno aveva la minima idea di cosa diavolo stessi parlando.
Ora è difficile crederlo, ma nemmeno dieci anni fa l’idea che più di un piccolo gruppo selezionato di persone potesse realisticamente sviluppare un’attività commerciale usando i social media era considerata inverosimile.
La mia idea di fare Branding per professionisti e imprenditori sta avendo più impatto che mai e sono più felice che mai.
#Branding #SocialMedia #Copywriting #StoryTelling
Certified Innovation Expert | Crescita Aziendale e Professionale attraverso Innovazione e Intelligenza Linguistica (one to one online 💻) I Santo Socrate💡
2 anniLa capacità di guardare al futuro per capire come agire nel presente, è qualità preziosa e rara. 🙏